Tanto la sinistra quanto i
magistrati denunciano più o meno apertamente un'indebita
ingerenza del parlamentare fondano nell'operato della
magistratura.
Il presidente del tribunale, Bruno
Raponi, ieri ha preferito non commentare con i giornalisti,
specificando però di aver segnalato il caso alla Corte
d'Appello di Roma, che dovrà poi valutare con il Csm cosa
fare. «Ho ricevuto anch'io la visita del senatore, ma il
presidente riceve tutti. Non ci sono stati problemi e non
sapevo che si fosse recato anche dal collega», ha
specificato il presidente. Solidarietà al giudice arriva
poi ufficialmente dalla sottosezione dell'Anm di Latina,
presieduta dal gip Lucia Aielli e con segretario il pm
Olimpia Monaco: «La sottosezione, preso atto della vicenda
che ha visto coinvolto il dott. Cario e il senatore
Fazzone, nell'esprimere piena solidarietà al collega, ha
deliberato di informare ufficialmente dell'accaduto gli
organi istituzionali».
A chiedere con forza
provvedimenti sono stati invece il Pd e l'associazione
«Caponnetto». «La visita del senatore Fazzone negli uffici
del Tribunale di Latina ci inquieta. Inoltreremo
un'interrogazione parlamentare», hanno dichiarato in una
nota Loreto Bevilacqua, Sesa Amici, Raffaele Ranucci,
Claudio Moscardelli e Domenico Di Resta. E l'associazione
«Caponnetto» chiede un intervento del guardasigilli, del
Csm e della Procura di Perugia.
A difesa di Fazzone
arrivano invece le dichiarazioni degli esponenti del
centrodestra Romolo Del Balzo e Silvio D'Arco. «In
provincia di Latina è in atto da alcuni anni un processo
forzato di delegittimazione di una parte importante della
classe politica oggi del Pdl», dice Del Balzo. Arrivano i
ringraziamenti per l'interessamento mostrato alla vicenda
dal comitato di rappresentanza dei lavoratori
dell'«Holiday». Difese a cui si aggiunge quella dello
stesso Fazzone, che invita il gip Cario a ristabilire la
verità sui fatti e accusa di strumentalizzazioni la
sinistra.
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29/05/2008