15, è rimasto fino al termine della
manifestazione. Con lui anche il capo di Stato maggiore
della difesa, il generale Vincenzo Camporegni. «Gli
italiani amano i carabinieri - ha detto La Russa - ne
apprezzano il valore e il coraggio. In loro vedono il volto
amico dello Stato. Oggi sono venuto a Latina per rendere
omaggio ai carabinieri di ieri, di oggi e di domani. L'Arma
è una costante tradizione della nostra patria, a tutela
della libertà e della legalità. Mi inchino - ha concluso -
ai carabinieri». Ad assistere all'evento, oltre al sindaco
Vincenzo Zaccheo, il prefetto Bruno Frattasi, il presidente
della Provincia Armando Cusani, il comandante generale
dell'Arma Gianfrancesco Siazzu, il comandante
interregionale Podgora Goffredo Mencagli, il comandante
regionale Baldassarre Favara e, naturalmente, i
rappresentati del comando provinciale di Latina, primo fra
tutti il colonnello Leonardo Rotondi. Ad aprire il
lunghissimo corteo, la fanfara della scuola allievi di
Roma. Le tante persone presenti hanno, quindi, assistito al
passaggio degli ex generali dell'Arma, tra cui Guido
Bellini, Sergio Siracusa e Luciano Gottardo e, poi, alle
tante delegazioni provenienti da tutta Italia e
dall'estero. Un primato per Latina che ha accolto oltre
65mila militari. Il numero più alto nella storia del
raduno. L'organizzazione è stata impeccabile. Venti i punti
di ristoro, 150 i bagni chimici, una sala crisi in
Prefettura e un piano sanitario straordinario hanno
contribuito a rendere la giornata davvero speciale.
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26/05/2008