Un reato che,
nonostante gli appelli ed i tentativi di dissuasione, da
parte delle istituzioni, va sempre più diffondendosi, anche
a causa dell'accresciuta situazione di crisi dell'economia,
manifestatasi tanto a livello nazionale, quanto locale.
Per i primi giorni della prossima settimana è previsto
l'interrogatorio in carcere di Vittorio Veneziano,
assistito dall'avvocato Andrea Di Croce, ma intanto i
finanzieri formiani proseguono le loro indagini in diverse
città dell'Italia centromeridionale, alla luce dei
nominativi di artigiani e commercianti di Firenze, Roma,
Napoli e Caserta, contenuti nella documentazione e nei
titoli contabili occultati nel doppio fondo del mobile, in
casa Veneziano, «a conferma, come sottolinea sempre il
capitano Lo Bello, della pericolosa imprenditorialità
raggiunta dal soggetto, nella sua scellerata attività di
strozzinaggio». Nel corso dei riscontri e degli
interrogatori delle oltre cinquanta vittime ufficiali (solo
negli ultimi cinque anni), è anche emerso che, in alcuni
casi, Veneziano si sarebbe fatto intestare proprietà, case
ed attività commerciali, a garanzia del prestito,
soprattutto quando, non avendo il cliente onorato le
scadenze fissate, l'importo, con interessi annui tra il 100
ed il 200%, cominciava a decollare in maniera esponenziale.
Oltretutto, già in passato Veneziano è stato indagato per
lo stesso reato di usura, oltre che di abusivismo edilizio.
Vai alla homepage
25/05/2008