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Proseguono gli accertamenti della Guardia di finanza dopo l'arresto di Veneziano

Usura, indagini in mezza Italia

Sergio Monforte
FORMIA L'arresto, per usura, del sessantacinquenne pensionato di Formia, Vittorio Veneziano, ad opera dei militari del locale Gruppo della Guardia di finanza, secondo il capitano Alessandro Lo Bello, «ha consentito di mettere in risalto il ruolo sempre più incisivo svolto dalle Fiamme gialle, anche a livello locale, per il contrasto a questo tipo di reato di rilevante allarme sociale ed altamente distorsivo delle regolari relazioni commerciali».

Un reato che, nonostante gli appelli ed i tentativi di dissuasione, da parte delle istituzioni, va sempre più diffondendosi, anche a causa dell'accresciuta situazione di crisi dell'economia, manifestatasi tanto a livello nazionale, quanto locale.
Per i primi giorni della prossima settimana è previsto l'interrogatorio in carcere di Vittorio Veneziano, assistito dall'avvocato Andrea Di Croce, ma intanto i finanzieri formiani proseguono le loro indagini in diverse città dell'Italia centromeridionale, alla luce dei nominativi di artigiani e commercianti di Firenze, Roma, Napoli e Caserta, contenuti nella documentazione e nei titoli contabili occultati nel doppio fondo del mobile, in casa Veneziano, «a conferma, come sottolinea sempre il capitano Lo Bello, della pericolosa imprenditorialità raggiunta dal soggetto, nella sua scellerata attività di strozzinaggio». Nel corso dei riscontri e degli interrogatori delle oltre cinquanta vittime ufficiali (solo negli ultimi cinque anni), è anche emerso che, in alcuni casi, Veneziano si sarebbe fatto intestare proprietà, case ed attività commerciali, a garanzia del prestito, soprattutto quando, non avendo il cliente onorato le scadenze fissate, l'importo, con interessi annui tra il 100 ed il 200%, cominciava a decollare in maniera esponenziale. Oltretutto, già in passato Veneziano è stato indagato per lo stesso reato di usura, oltre che di abusivismo edilizio.

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25/05/2008










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