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Dalle estorsioni alle rapine: ragazzini «figli d'arte» e insospettabili stanno seminando il panico

I bulli sono diventati malavitosi Reati gravi con protagonisti baby

Clemente Pistilli
LATINA Dalle estorsioni di giubbotti griffati a quelle di denaro, dalle rapine di cellulari a quelle in banca. Sempre meno bulli e sempre più criminali di medio livello. Quelli che ieri venivano chiamati delinquenti in erba sembrano essere cresciuti alla «scuola del crimine» e appaiono pronti a prendere il posto di tutti quei malavitosi che, toccata la cinquantina, si dedicano ormai quasi esclusivamente a traffici importanti.

Con una differenza però: quello che i banditi di ieri facevano in età matura i ragazzini «terribili» di oggi lo fanno non ancora diciottenni. Un fenomeno inquietante che si sta manifestando soprattutto nel capoluogo pontino e sta facendo passare notti insonni a molte famiglie, sempre nell'incubo che i propri figli finiscano vittime dei «piccoli boss».
Negli ultimi anni sempre più spesso le cosiddette baby-gang hanno riempito le cronache. Piazza del Popolo, piazza San Marco, piazza della Libertà, piazza Moro, il quartiere Isonzo, corso della Repubblica, le autolinee, l'area attorno al «Latinafiori» sono state le zone dove con maggiore frequenza i bulli hanno fatto vittime. Adolescenti obbligati a cedere giubbotti, telefonini, la «paghetta» settimanale, motorini, e per chi non piegava la testa botte. Una piaga finita sotto gli occhi anche di quelli che avevano preferito non vedere, quando alcuni ragazzini e le loro famiglie sono riusciti a vincere la paura e a denunciare gli aguzzini. Sono seguiti arresti e denunce, in larga parte, di «figli d'arte», giovanissimi cresciuti con genitori che trascorrono più tempo in carcere che tra le mura domestiche. Poi, però, qualcosa è cambiato. Nel solo 2007 la questura ha denunciato ben 40 minorenni, tra cui adolescenti appartenenti a famiglie insospettabili. Da tempo c'era chi si mostrava affascinato dal coetaneo «piccolo boss» e in molti sembrano aver preso una certa strada. Sotto inchiesta anche una baby-gang composta da sole ragazzine.
Ora la situazione sembra essere degenerata: i bulli si comportano come delinquenti consumati. Estorsioni di denaro, con tanto di applicazione di tassi usurai, e rapine a banche e negozi, portate a termine con un'organizzazione quasi capillare. Nessuno scontro, però, fra bande. Sembra quasi che le giovanissime leve del crimine si siano diviso il territorio. E mentre forte è il dubbio che vi sia una regia superiore dietro tale «salto di qualità», sempre più spesso entrano nelle aule di tribunale giovanissimi già sorvegliati speciali e con un elenco di precedenti simile a quello del telefono.

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25/05/2008










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