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Maenza L'arresto di un quattordicenne ha infranto il mito del «paesello»

I Lepini non più isola felice

Mario Giorgi
MAENZA Un ragazzo di 14 anni di Maenza si reca al campo di calcio del centro collinare lepino. Lì lavora un giovane alle dipendenze del Comune, nell'ambito del progetto di inserimento lavorativo per persone disagiate, intento alla manutenzione dell'impianto sportivo insieme ad un altro operaio.

Il 14enne aspetta che l'altro si allontani. A quel punto affronta il giovane e, dopo averlo minacciato di percosse, si fa consegnare il cellulare, per la cui restituzione poi gli chiede una contropartita in denaro. Il giovane si reca in caserma ed effettua la denuncia. Di lì a poco l'arresto del minorenne per rapina e tentata estorsione. Questa la ricostruzione del fatto verificatosi l'8 maggio scorso, da parte dei carabinieri di Maenza. Ma, a prescindere dall'esito, nello specifico, dell'azione di repressione da parte dei militari, rimane il fatto che questo atto di bullismo si è verificato in un piccolo centro. Come a dire che il bullismo non è più «prerogativa» delle periferie delle grandi città, ma coinvolge anche realtà minori. Insomma, «si è fatto rurale». In ogni caso finora non si era venuti a conoscenza di episodi analoghi nella zona collinare. Tutt'al più si era verificato qualche caso di goliardìa tra studenti.

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25/05/2008










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