«Chiederò al corpo dei
docenti di assegnare un tema agli alunni, sul fenomeno del
bullismo - ha annunciato l'assessore alla pubblica
istruzione - la scuola svolge un ruolo essenziale e deve
essere maggiormente sensibile dinanzi a questo problema.
Gli insegnnati devono intervenire con grande tempestività
sulle tematiche del degrado sociale. D'altronde, lo stesso
ambiente familiare ormai non è sufficiente a tutelare gli
adolescenti» L'assessore Creo fu uno dei primi a denunciare
il fenomeno delle baby-gang. «Posso dire che in 10 anni
praticamente non è cambiato nulla - ha aggiunto Creo -
nelle prime denunce che feci, sollecitai la pubbblica
sicurezza ad operare maggiori controlli in un quartiere in
forte espansione come il Q4-Q5. La zona è rimasta isolata,
anche la postazione di polizia è stata rimossa». Ad alzare
la voce sui pericoli derivanti dal fenomeno sociale, è
stato anche Enzo De Amicis, neo-commissario provinciale
dell'Italia dei Valori. «E' mancata una certa pressione da
parte delle forze dell'ordine, che conoscono bene quali
sono le fonti della delinquenza - ha affermato De Amicis -
devo dire che solo da poco, le autorità di polizia sembrano
aver compreso l'entità del fenomeno». De Amicis, durante la
sua permanenza in consiglio comunale si era battuto per un
drastico intervento contro il bullismo. «Si è sottovalutato
soprattutto il problema della conflittualità fra i gruppi
di baby gang - ha evidenziato De Amicis - la rivalità
interna può sfociare in uno scontro violento, nel quale
possono venire coinvolti anche ragazzi innocenti. Occorre
prestare attenzione anche a questo aspetto». Sul tema è
intervenuto Maurizio Scalia, consigliere comunale del
gruppo «Progetto per Latina», autore di una proposta contro
la diffusione della microcriminalità giovanile. «Il
bullismo si può contrastare, aumentando l'offerta per il
servizio civile - ha rilevato Scalia - allo stesso tempo va
creato uno sportello comunale. Bisogna far capire che siamo
di fronte ad un fenomeno di prepotenza. I genitori dal
canto loro, dovrebbero educare meglio i loro figli. La
famiglia assume un ruolo primario nella prevenzione agli
atti di bullismo».
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25/05/2008