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Formia In manette Vittorio Veneziano. Sequestrati beni per 1.300.000 euro e 200mila euro di titoli La Guardia di finanza ha trovato nascosti assegni ed effetti cambiari. In cinquanta «sotto strozzo»

Usura «infinita», arrestato pensionato

Sergio Monforte
FORMIA A conclusione di un'indagine durata oltre un anno, la Guardia di finanza del Gruppo di Formia, diretto dal capitano Alessandro Lo Bello, ha tratto in arresto, all'alba di ieri, il 65enne formiano Vittorio Veneziano, accusato del reato di usura.

Contestualmente, il gip del Tribunale di Latina, Giuseppe Cario, su richiesta del pubblico ministero Raffaella De Pasquale, ha emesso decreto di sequestro di beni mobili e immobili, considerati frutto dell'attività illecita, per un valore complessivo di un milione e 300mila euro, oltre a titoli cambiari e bancari, intestati all'indagato, per un valore di 200mila euro. Vittorio Veneziano, che da circa sette mesi abitava in una lussuosa villa (valore 800mila euro), realizzata alle pendici di Maranola, nei pressi della variante Appia, sequestrata insieme a due vetture (una Bmw touring 520 ed una Mercedes classe A), due maxi scooter 500 e due conti correnti, al momento, figurava pensionato del settore edile, ma, secondo gli accertamenti svolti dalle Fiamme gialle, non avrebbe mai svolto particolari attività e risulterebbe sconosciuto al fisco, dopo l'ultima dichiarazione dei redditi presentata nel 1995.
Dopo gli indizi raccolti a carico di Veneziano, nel corso delle indagini fiscali, gli ispettori del I Nucleo operativo del Gruppo di Formia hanno avuto la conferma ai loro sospetti, allorché, durante la perquisizione domiciliare effettuata nella villa del presunto usuraio, occultati nel doppio fondo di un mobile, sono saltati fuori mazzette di assegni ed effetti cambiari, a lui intestati, per oltre 200mila euro, assieme ad altra documentazione contabile e ad un elenco di presunti clienti. È così emerso che sono oltre cinquanta le persone - per lo più, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, in alcuni casi già protestati o impossibilitati ad accedere al credito legale, non solo di Formia, ma anche di Roma, Firenze, Caserta e Napoli - presunte vittime dell'attività di strozzinaggio di cui è accusato l'indagato, soltanto negli ultimi cinque anni. Da tale documentazione, i finanzieri sono risaliti a quasi tutti i presunti usurati, la gran parte dei quali, pur tra iniziali e comprensibili reticenze, nel corso degli interrogatori, ha poi ammesso un pesante rapporto economico con Vittorio Veneziano. I prestiti sarebbero andati dai ventimila ai 180mila euro, con interessi che si aggiravano tra il 100 ed il 200% annuo e che venivano riscossi ogni quindici giorni o mensilmente. Tassi che sarebbero aumentati in maniera esponenziale allorquando le presunte vittime, non potendo onorare il prestito alla scadenza, erano costrette a rinnovare le cambiali, con una moltiplicazione del debito iniziale che i continui pagamenti non riuscivano, comunque, mai ad estinguere. Al termine delle operazioni di verifica, i finanzieri hanno anche segnalato il nominativo del 65enne all'ufficio delle Entrate di Formia, che ha già emesso a suo carico avviso di accertamento, per un importo di 500mila euro, quali proventi di attività illecita. Ieri, a metà mattinata, Vittorio Veneziano è stato quindi trasferito nel carcere di via Aspromonte a Latina, assistito dall'avvocato Andrea Di Croce.

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24/05/2008










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