Contestualmente, il gip del Tribunale di
Latina, Giuseppe Cario, su richiesta del pubblico ministero
Raffaella De Pasquale, ha emesso decreto di sequestro di
beni mobili e immobili, considerati frutto dell'attività
illecita, per un valore complessivo di un milione e 300mila
euro, oltre a titoli cambiari e bancari, intestati
all'indagato, per un valore di 200mila euro. Vittorio
Veneziano, che da circa sette mesi abitava in una lussuosa
villa (valore 800mila euro), realizzata alle pendici di
Maranola, nei pressi della variante Appia, sequestrata
insieme a due vetture (una Bmw touring 520 ed una Mercedes
classe A), due maxi scooter 500 e due conti correnti, al
momento, figurava pensionato del settore edile, ma, secondo
gli accertamenti svolti dalle Fiamme gialle, non avrebbe
mai svolto particolari attività e risulterebbe sconosciuto
al fisco, dopo l'ultima dichiarazione dei redditi
presentata nel 1995.
Dopo gli indizi raccolti a carico
di Veneziano, nel corso delle indagini fiscali, gli
ispettori del I Nucleo operativo del Gruppo di Formia hanno
avuto la conferma ai loro sospetti, allorché, durante la
perquisizione domiciliare effettuata nella villa del
presunto usuraio, occultati nel doppio fondo di un mobile,
sono saltati fuori mazzette di assegni ed effetti cambiari,
a lui intestati, per oltre 200mila euro, assieme ad altra
documentazione contabile e ad un elenco di presunti
clienti. È così emerso che sono oltre cinquanta le persone
- per lo più, artigiani, commercianti e piccoli
imprenditori, in alcuni casi già protestati o
impossibilitati ad accedere al credito legale, non solo di
Formia, ma anche di Roma, Firenze, Caserta e Napoli -
presunte vittime dell'attività di strozzinaggio di cui è
accusato l'indagato, soltanto negli ultimi cinque anni. Da
tale documentazione, i finanzieri sono risaliti a quasi
tutti i presunti usurati, la gran parte dei quali, pur tra
iniziali e comprensibili reticenze, nel corso degli
interrogatori, ha poi ammesso un pesante rapporto economico
con Vittorio Veneziano. I prestiti sarebbero andati dai
ventimila ai 180mila euro, con interessi che si aggiravano
tra il 100 ed il 200% annuo e che venivano riscossi ogni
quindici giorni o mensilmente. Tassi che sarebbero
aumentati in maniera esponenziale allorquando le presunte
vittime, non potendo onorare il prestito alla scadenza,
erano costrette a rinnovare le cambiali, con una
moltiplicazione del debito iniziale che i continui
pagamenti non riuscivano, comunque, mai ad estinguere. Al
termine delle operazioni di verifica, i finanzieri hanno
anche segnalato il nominativo del 65enne all'ufficio delle
Entrate di Formia, che ha già emesso a suo carico avviso di
accertamento, per un importo di 500mila euro, quali
proventi di attività illecita. Ieri, a metà mattinata,
Vittorio Veneziano è stato quindi trasferito nel carcere di
via Aspromonte a Latina, assistito dall'avvocato Andrea Di
Croce.
Vai alla homepage
24/05/2008