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Gli arresti sono stati eseguiti all'alba di ieri. Procedono le indagini della squadra mobile

Estorsione ai danni di uno studente Tre ragazzi finiscono in manette

Stefania Belmonte
Arrestati i bulli che da mesi perseguitavano un ragazzo appena maggiorenne. In manette, all'alba di ieri, sono finiti Simone Montauti, 20enne originario di Velletri ma residente a Latina, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio, e Stefano Radicioli, 21enne incensurato.


Per Rosario Gargano, messinese 24enne incensurato e residente nel capoluogo pontino, il gip Tiziana Coccoluto, su richiesta del sostituto procuratore Luigia Spinelli, ha deciso per la misura degli arresti domiciliari. Il gruppo di giovani è accusato di tentata estorsione continuata ai danni di uno studente 18enne di Latina, scelto come vittima per continue richieste di denaro e gioielli. Ragazzi, come in questo caso, che si conoscono in strada, che si avvicinano con una banale scusa, e che fanno di quel pretesto una spirale di terrore quotidiano sempre più invasiva. Spaventato dalle pesanti minacce che ogni volta riceveva dal gruppo dei ragazzi più grandi, "Daniele" (nome di fantasia) non usciva più di casa. Non aveva raccontato nulla ai suoi genitori, probabilmente per paura di ritorsioni contro la sua famiglia. Le poche volte che si faceva coraggio ad uscire, infatti, lo studente veniva aggredito e minacciato non solo verbalmente: le pressioni si facevano ogni giorno più potenti, fino alla brutta avventura vissuta alcune settimane fa. Verso la metà di aprile, il gruppo dei giovani bulli lo aveva rintracciato in strada e, mentre era fermo a un semaforo, gli aveva danneggiato la macchina a forza di calci e pugni. "Daniele" non aveva parlato a nessuno della sua situazione, soltanto ad un compagno di scuola con il quale usciva e che si è rivelato alla fine il suo "angelo custode". Proprio l'amico è infatti riuscito a mettere fine alla paurosa vicenda, telefonando al 113 e raccontando alla polizia i giorni di terrore vissuti da "Daniele", il quale poi si è convinto a denunciare i suoi aguzzini. Gli investigatori della squadra mobile della questura, che alle 6 di ieri hanno eseguito le ordinanze di custodia cautelare a carico dei tre bulli, pensano che questi possano far parte di un gruppo più ampio baby-sopraffattori che operano nei diversi luoghi di aggregazione giovanile della città, dove ormai sono svariate le denunce per episodi simili a quello di "Daniele".

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23/05/2008










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