Per Rosario Gargano, messinese 24enne incensurato e
residente nel capoluogo pontino, il gip Tiziana Coccoluto,
su richiesta del sostituto procuratore Luigia Spinelli, ha
deciso per la misura degli arresti domiciliari. Il gruppo
di giovani è accusato di tentata estorsione continuata ai
danni di uno studente 18enne di Latina, scelto come vittima
per continue richieste di denaro e gioielli. Ragazzi, come
in questo caso, che si conoscono in strada, che si
avvicinano con una banale scusa, e che fanno di quel
pretesto una spirale di terrore quotidiano sempre più
invasiva. Spaventato dalle pesanti minacce che ogni volta
riceveva dal gruppo dei ragazzi più grandi, "Daniele" (nome
di fantasia) non usciva più di casa. Non aveva raccontato
nulla ai suoi genitori, probabilmente per paura di
ritorsioni contro la sua famiglia. Le poche volte che si
faceva coraggio ad uscire, infatti, lo studente veniva
aggredito e minacciato non solo verbalmente: le pressioni
si facevano ogni giorno più potenti, fino alla brutta
avventura vissuta alcune settimane fa. Verso la metà di
aprile, il gruppo dei giovani bulli lo aveva rintracciato
in strada e, mentre era fermo a un semaforo, gli aveva
danneggiato la macchina a forza di calci e pugni. "Daniele"
non aveva parlato a nessuno della sua situazione, soltanto
ad un compagno di scuola con il quale usciva e che si è
rivelato alla fine il suo "angelo custode". Proprio l'amico
è infatti riuscito a mettere fine alla paurosa vicenda,
telefonando al 113 e raccontando alla polizia i giorni di
terrore vissuti da "Daniele", il quale poi si è convinto a
denunciare i suoi aguzzini. Gli investigatori della squadra
mobile della questura, che alle 6 di ieri hanno eseguito le
ordinanze di custodia cautelare a carico dei tre bulli,
pensano che questi possano far parte di un gruppo più ampio
baby-sopraffattori che operano nei diversi luoghi di
aggregazione giovanile della città, dove ormai sono
svariate le denunce per episodi simili a quello di
"Daniele".
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23/05/2008