Ora, però, l'organismo presieduto da Ivano di Matteo non
può più essere accusato di immobilismo, anzi è il
contrario. La Commissione vuloe lavorare e decidere ma la
mancanza delle relativa documentazione o, come accaduto
ieri, l'assenza reiterata in Commissione del dirigente del
settore urbanistica, ne bloccano i lavori. Sul tavolo ci
sono tante questioni aperte, due su tutte: la
riqualificazione della cosiddetta «zona L», quell'angolo di
città che è compreso tra la lottizzazione Cucchiarelli e i
due lati della nuova strada che collega via Isonzo a via
del Lido, fino a Borgo Isonzo; e la pianificazione
dell'edilizia residenziale pubblica (Erp). Due temi su cui
i lavori sono bloccati e così ieri, all'unanimità, i membri
di Commissione (assenti ci cirilliani) hanno deciso di
varare un fitto calendario di riunioni, con due sedute a
settimana, per accelerare i lavori. «E' necessario dare
risposte alla città - ha detto il presidente Di Matteo - Ho
sollecitato i tecnici incaricati di presentare entro il 30
maggio i progetti sul piano dei borghi, anche se non sono
completi». Polemica l'opposizone, con il capogruppo del Pd,
Maurizio Mansutti, che ha dichiarato: «E' evidente che la
maggioranza non ha le idee chiare sull'urbanistica,
nonostante la buona volontà dell'assessore Rosolini». La
seduta di ieri ha vissuto anche un colpo di scena, con
l'intervento del consigliere di Forza Italia Michele Nasso,
che non è componente della Commissione ma che ha rivolto
dure critiche all'organismo: «Questa è una Commissione
sconclusionata - ha detto Nasso - che non sa darsi una
organizzazione dei lavori». Secca la replica del collega di
partito, Di Matteo: «Non è così, la Commissione sa lavorare
bene ma non è supportata». Dello stesso avviso anche
Mansutti, che si è espresso in linea con Di Matteo. Così,
mentre da tre anni sono fermi i progetti di edilizia
residenziale pubblica, con il Comune che non riesce a
chiudere i bandi per l'assegnazione delle aree, appare
evidente che i lavori del settore urbanistica sono fermi
anche a causa della carenza di personale in Comune.
Circostanza, questa, che nei giorni scorsi ha provocato una
dura presa di posizione dei presidenti degli Ordini degli
Ingegneri e Geometri di Latina.
«Da questo immobilismo
traggono giovamento coloro che sono interessati a piccole
manovre, non a una pianificazione complessiva della città»,
ha detto ancora Mansutti.
C'è più di un sospetto,
invece, che sulla cosiddetta «zona L» si possano scatenare
gli appetiti dei costruttori. Si tratta, infatti, di una
zona destinata a verde pubblico ma che più di qualcuno
vorrebbe trasformare in edificabile. Ma per farlo
occorrerebbe una variante al Piano regolatore. «E' vero -
commenta Mansutti. Ci sono molti appetiti sul quell'area ma
la variante non passerebbe mai in Consiglio». La partita è
aperta.
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22/05/2008