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La Commissione continua a riunirsi ma gli uffici comunali non fanno pervenire la necessaria documentazione

Urbanistica, bloccati tutti i progetti
Sospetti di mire speculative sulle nuove aree. Le accuse di Mansutti e Nasso

Fabio Benvenuti
Le vicende urbanistiche tornano a turbare i sonni del centrodestra al Comune di Latina. Dopo le grandi polemiche che hanno accompagnato la precedente consiliatura, con i dissidi tra An e Forza Italia e all'interno degli stessi azzurri, i lavori della Commissione tornano in primo piano nel dibattito politico.

Ora, però, l'organismo presieduto da Ivano di Matteo non può più essere accusato di immobilismo, anzi è il contrario. La Commissione vuloe lavorare e decidere ma la mancanza delle relativa documentazione o, come accaduto ieri, l'assenza reiterata in Commissione del dirigente del settore urbanistica, ne bloccano i lavori. Sul tavolo ci sono tante questioni aperte, due su tutte: la riqualificazione della cosiddetta «zona L», quell'angolo di città che è compreso tra la lottizzazione Cucchiarelli e i due lati della nuova strada che collega via Isonzo a via del Lido, fino a Borgo Isonzo; e la pianificazione dell'edilizia residenziale pubblica (Erp). Due temi su cui i lavori sono bloccati e così ieri, all'unanimità, i membri di Commissione (assenti ci cirilliani) hanno deciso di varare un fitto calendario di riunioni, con due sedute a settimana, per accelerare i lavori. «E' necessario dare risposte alla città - ha detto il presidente Di Matteo - Ho sollecitato i tecnici incaricati di presentare entro il 30 maggio i progetti sul piano dei borghi, anche se non sono completi». Polemica l'opposizone, con il capogruppo del Pd, Maurizio Mansutti, che ha dichiarato: «E' evidente che la maggioranza non ha le idee chiare sull'urbanistica, nonostante la buona volontà dell'assessore Rosolini». La seduta di ieri ha vissuto anche un colpo di scena, con l'intervento del consigliere di Forza Italia Michele Nasso, che non è componente della Commissione ma che ha rivolto dure critiche all'organismo: «Questa è una Commissione sconclusionata - ha detto Nasso - che non sa darsi una organizzazione dei lavori». Secca la replica del collega di partito, Di Matteo: «Non è così, la Commissione sa lavorare bene ma non è supportata». Dello stesso avviso anche Mansutti, che si è espresso in linea con Di Matteo. Così, mentre da tre anni sono fermi i progetti di edilizia residenziale pubblica, con il Comune che non riesce a chiudere i bandi per l'assegnazione delle aree, appare evidente che i lavori del settore urbanistica sono fermi anche a causa della carenza di personale in Comune. Circostanza, questa, che nei giorni scorsi ha provocato una dura presa di posizione dei presidenti degli Ordini degli Ingegneri e Geometri di Latina.
«Da questo immobilismo traggono giovamento coloro che sono interessati a piccole manovre, non a una pianificazione complessiva della città», ha detto ancora Mansutti.
C'è più di un sospetto, invece, che sulla cosiddetta «zona L» si possano scatenare gli appetiti dei costruttori. Si tratta, infatti, di una zona destinata a verde pubblico ma che più di qualcuno vorrebbe trasformare in edificabile. Ma per farlo occorrerebbe una variante al Piano regolatore. «E' vero - commenta Mansutti. Ci sono molti appetiti sul quell'area ma la variante non passerebbe mai in Consiglio». La partita è aperta.

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22/05/2008










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