«La prima produzione
-ci spiega Gianni Cosmi presidente del Consorzio Igp dal
2005- è iniziata sul territorio di Cisterna quando Renato
Campoli e Aldo Lepidio iniziarono una vera e propria
avventura sperimentale coltivando per la prima volta kiwi.
Il mercato permetteva un buon guadagno e la ricerca,
perfezionata tra l'altro con il prezioso stimolo
dell'agronomo Ottavio Cacioppo della Regione Lazio, ha
permesso che il kiwi Latina oggi sia una realtà importante.
Vorrei raccontare un aneddoto dei primi produttori. Il
costo era talmente alto che una volta un carico di kiwi è
stato pagato al produttore ben 60 milioni e l'autista,
pensando che si fosse sbagliato, tornò indietro per
accertarsi dell'esattezza dell'importo». Il segreto del
kiwi Latina è presto svelato da Cosmi. «Nel marchio sono
mostrati alcuni simboli che caratterizzano il prodotto
-riprende- ad esempio la coccinella sta per la produzione
biologica naturale, il Colosseo identifica l'area
geografica che, ai piedi dei Castelli Romani, è ricca di
acqua e il fenomeno vilcanico ha permesso una fertilità che
consente al nostro kiwi di essere particolarmente
zuccherino». Cosmi non ha negato alcune criticità del
settore. Tra queste il fatto che il disciplinare Igp
obbliga la conservazione del kiwi sul territorio e, invece
solo un terzo di tutta la produzione pontina viene
conservata qui. «Il resto viene immesso nel mercato così
-continua Cosmi- è per questo che le istituzioni devono
venire incontro ai produttori». L'Arsial ha siglato a
settembre dell'anno scorso un protocollo d'intesa con il
Consorzio per la cessione dello stabilimento ex Cef di
Campoverde. «I lavori stanno partendo, -dice Cosmi-
verranno prima costruiti gli uffici per la sede e poi
creati i magazzini di conservazione».
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20/05/2008