Sono questi i due estremi dentro cui
oscillano le politiche di gestione dei servizi pubblici
varate dai Comuni, e che nella nostra provincia si chiamano
essenzialmente «Latina Ambiente e «Acqualatina». La
necessità di decentrare, di delegare la gestione di servizi
essenziali è ormai una evidenza da parte dei Comuni, non
più in grado, anche per motivi di bilancio oltre che di
efficienza, di poter garantire adeguate risposte. Ed è qui
che si insinua il tarlo delle municipalizzate, la ricerca
scientifica del socio privato, la spartizione delle
cariche, tutto governato dal rischio zero, cioè dalla
certezza che tanto i costi saranno coperti dalle bollette
pagate dai cittadini. E' su questo terreno che si gioca
ormai la credibilità della classe politica locale, chiamata
a non sbagliare più riequilibrando il rapporto tra costi e
qualità delle prestazioni. Una sfida difficile, che il
capoluogo, ad esempio, non ha ancora avuto il coraggio di
affrontare in maniera complessiva, stroncando sul nascere i
tentativi di costituire la «Global service», la società
mista per la gestione esterna di tutti i servizi comunali,
ruolo a cui la stessa «Latina Ambiente» mira.
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19/05/2008