S., un
ventinovenne di Formia, è giunto in ospedale addirittura
per due giorni di seguito. La prima volta, dopo una fiala
di «Narcan», il giovane ha firmato ed è uscito, ma la sua
assenza dal nosocomio è durata ventiquattro ore, in quanto
è stato soccorso su un treno proveniente da Napoli. Per lui
prognosi riservata per overdose e ricovero in ospedale.
Un altro giovane di Formia, M.G., di 28 anni, è stato
poi trasportato in ospedale per l'assunzione di droga, ma
una volta ripresosi ha preferito uscire. Stesso
comportamento per M.R., quarantunenne di Formia, anch'egli
vittima della droga. E anche per lui salvataggio in
extremis. M.D., quarantunenne di origini abruzzesi, infine,
si sarebbe iniettato della droga, tanto da arrivare in
stato di coma al pronto soccorso del «Dono Svizzero». Non
appena recuperata lucidità ha poi preferito togliere il
disturbo.
Non è escluso che la partita di droga, che
potrebbe essere la causa di questi cinque casi di overdose,
provenga da oltre Garigliano. Non a caso gran parte dei
tossicodipendenti del basso Lazio si recano nella zona di
Castelvolturno per rifornirsi di sostanza stupefacente. Una
rotta che, purtroppo, in passato, si è anche «macchiata di
sangue».
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17/05/2008