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Latina

Formia Allarme al «Dono Svizzero». Forse circola una partita di droga tagliata male

Overdose, cinque casi in settantadue ore

Gianni Ciufo
FORMIA Cinque ricoveri per overdose nel giro di 72 ore. Un dato allarmante quello registrato all'ospedale «Dono Svizzero» e che lascia ipotizzare che sia stata messa in circolazione una partita di droga tagliata male.
E.

S., un ventinovenne di Formia, è giunto in ospedale addirittura per due giorni di seguito. La prima volta, dopo una fiala di «Narcan», il giovane ha firmato ed è uscito, ma la sua assenza dal nosocomio è durata ventiquattro ore, in quanto è stato soccorso su un treno proveniente da Napoli. Per lui prognosi riservata per overdose e ricovero in ospedale.
Un altro giovane di Formia, M.G., di 28 anni, è stato poi trasportato in ospedale per l'assunzione di droga, ma una volta ripresosi ha preferito uscire. Stesso comportamento per M.R., quarantunenne di Formia, anch'egli vittima della droga. E anche per lui salvataggio in extremis. M.D., quarantunenne di origini abruzzesi, infine, si sarebbe iniettato della droga, tanto da arrivare in stato di coma al pronto soccorso del «Dono Svizzero». Non appena recuperata lucidità ha poi preferito togliere il disturbo.
Non è escluso che la partita di droga, che potrebbe essere la causa di questi cinque casi di overdose, provenga da oltre Garigliano. Non a caso gran parte dei tossicodipendenti del basso Lazio si recano nella zona di Castelvolturno per rifornirsi di sostanza stupefacente. Una rotta che, purtroppo, in passato, si è anche «macchiata di sangue».

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17/05/2008










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