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Latina

Multiservizi, sindacati: «No al part time»

Riccardo Toffoli
APRILIA Al via da oggi gli incontri con i sindacati di categoria per affrontare il problema della crisi della Multiservizi, l'azienda comunale che gestisce servizi pubblici per conto del Comune di Aprilia.
Gli incontri saranno due: uno questa mattina e un altro domani, perché i sindacati confederali non accettano che il dialogo sia aperto ad altre sigle sindacali.


Quindi questa mattina a salire al quinto piano del Comune di piazza Bersaglieri saranno la Flaica e l'Isa, che rappresenta la maggioranza dei parcheggiatori. Domani mattina, invece, sarà la volta di Cgil, Cisl e Uil. Sul tavolo della discussione c'è la proposta della direzione generale per il ripiano economico dell'azienda che si basa su due punti fondamentali: il taglio del monte ore per i dipendenti assunti a full time con riduzione dalle 36 alle 24 ore lavorative e il passaggio dall'Inpdap all'Inps. Una soluzione condivisa dall'amministrazione comunale. «Purtroppo - spiega l'assessore alle finanze Gaetano Pichi - questo è l'unico modo per risanare l'azienda altrimenti si dovranno fare delle scelte più drastiche».
La direzione generale della Multiservizi e l'amministrazione comunale, così, sperano in una collaborazione con i sindacati ed i dipendenti per una via d'uscita condivisa alla crisi.
Il problema, però, è che i sindacati di categoria non condividono affatto il piano di risanamento e già annunciano battaglia.
La prima a muoversi è l'Isa che tutela i parcheggiatori.
Secondo le intenzioni dell'amministrazione, i circa 20 parcheggiatori verranno assorbiti dalla Progetto Ambiente che li impiegherà per le operazioni di raccolta differenziata. Sulla strada, quindi, verranno collocati solo 8 ausiliari del traffico (ben il doppio di adesso) che controlleranno i pagamenti del ticket dei parcheggi. «Non abbiamo ancora una comunicazione ufficiale da parte dell'azienda - ci dice Monica Tomassetti dell'Isa - valuteremo la proposta quando ci verranno fornite le carte e purché ci sia garanzia dell'occupazione dei dipendenti. Bisogna prendere atto che l'amministrazione comunale ha fallito nell'intento di trasformare l'azienda in spa. La parte politica è sempre assente nei tavoli e lo sarà anche oggi. Un dialogo è possibile solo se ci spiegano l'obiettivo». «Non si può chiedere un taglio del monte ore dei dipendenti - aggiunge Ida De Masi per la Cisl - e poi avviare le pratiche per l'assunzione di altri 20 dipendenti. Siamo sempre sotto la minaccia del fallimento, ma non si considera che il Comune è inadempiente perché ha affidato una serie di servizi all'azienda che non sono stati retribuiti. Per il passaggio all'Inps noi chiediamo che l'azienda sottoscriva con le sigle sindacali un protocollo d'intesa in base al contratto nazionale. I dipendenti con l'Inps sarebbero inquadrati in settori diversi e l'azienda farebbe molta difficoltà a gestire la situazione. Chiediamo anche in questo caso maggiori garanzie per i dipendenti».
«Se fossi il sindacato - sottolinea Pichi - farei un discorso diverso. I tagli del monte ore sono limitati ad un periodo. I contratti torneranno full time appena si completa il passaggio all'Inps. Cercherei, invece, di salvaguardare i monoreddito dal taglio. Questo è un discorso che potremo affrontare».

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14/05/2008










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