Quindi questa mattina a salire
al quinto piano del Comune di piazza Bersaglieri saranno la
Flaica e l'Isa, che rappresenta la maggioranza dei
parcheggiatori. Domani mattina, invece, sarà la volta di
Cgil, Cisl e Uil. Sul tavolo della discussione c'è la
proposta della direzione generale per il ripiano economico
dell'azienda che si basa su due punti fondamentali: il
taglio del monte ore per i dipendenti assunti a full time
con riduzione dalle 36 alle 24 ore lavorative e il
passaggio dall'Inpdap all'Inps. Una soluzione condivisa
dall'amministrazione comunale. «Purtroppo - spiega
l'assessore alle finanze Gaetano Pichi - questo è l'unico
modo per risanare l'azienda altrimenti si dovranno fare
delle scelte più drastiche».
La direzione generale
della Multiservizi e l'amministrazione comunale, così,
sperano in una collaborazione con i sindacati ed i
dipendenti per una via d'uscita condivisa alla crisi.
Il problema, però, è che i sindacati di categoria non
condividono affatto il piano di risanamento e già
annunciano battaglia.
La prima a muoversi è l'Isa che
tutela i parcheggiatori.
Secondo le intenzioni
dell'amministrazione, i circa 20 parcheggiatori verranno
assorbiti dalla Progetto Ambiente che li impiegherà per le
operazioni di raccolta differenziata. Sulla strada, quindi,
verranno collocati solo 8 ausiliari del traffico (ben il
doppio di adesso) che controlleranno i pagamenti del ticket
dei parcheggi. «Non abbiamo ancora una comunicazione
ufficiale da parte dell'azienda - ci dice Monica Tomassetti
dell'Isa - valuteremo la proposta quando ci verranno
fornite le carte e purché ci sia garanzia dell'occupazione
dei dipendenti. Bisogna prendere atto che l'amministrazione
comunale ha fallito nell'intento di trasformare l'azienda
in spa. La parte politica è sempre assente nei tavoli e lo
sarà anche oggi. Un dialogo è possibile solo se ci spiegano
l'obiettivo». «Non si può chiedere un taglio del monte ore
dei dipendenti - aggiunge Ida De Masi per la Cisl - e poi
avviare le pratiche per l'assunzione di altri 20
dipendenti. Siamo sempre sotto la minaccia del fallimento,
ma non si considera che il Comune è inadempiente perché ha
affidato una serie di servizi all'azienda che non sono
stati retribuiti. Per il passaggio all'Inps noi chiediamo
che l'azienda sottoscriva con le sigle sindacali un
protocollo d'intesa in base al contratto nazionale. I
dipendenti con l'Inps sarebbero inquadrati in settori
diversi e l'azienda farebbe molta difficoltà a gestire la
situazione. Chiediamo anche in questo caso maggiori
garanzie per i dipendenti».
«Se fossi il sindacato -
sottolinea Pichi - farei un discorso diverso. I tagli del
monte ore sono limitati ad un periodo. I contratti
torneranno full time appena si completa il passaggio
all'Inps. Cercherei, invece, di salvaguardare i monoreddito
dal taglio. Questo è un discorso che potremo affrontare».
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14/05/2008