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Latina

Spari sull'Appia. Sta indagando la Direzione Distrettuale di Roma

Agguato con il kalashnikov, nel mirino un imprenditore

Silvia Colasanti
LATINA Il più recente episodio, considerato di stampo mafioso, avvenuto nel territorio pontino, le cui indagini sono state affidate alla Direzione distrettuale antimafia di Roma, è l'agguato avvenuto sull'Appia. Era il 28 marzo scorso e a farne le spese furono un ignaro cittadino e un dipendente di Francesco Cascone, ristoratore di Cisterna,che a bordo della sua auto era dietro al suo dipendente.

Tutto è iniziato sull'Appia, con un inseguimento. Una Smart, guidata da Gerardo Citro, una Suzuki con a bordo Cascone, titolare di un'attività commerciale di Cisterna, ritenuto vero obiettivo dell'agguato, e una macchina di grossa cilindrata dei quattro malviventi viaggiavano nella stessa direzione. All'improvviso, al chilometro 53, i killer iniziano a sparare contro la Smart e colpiscono il conducente. Si accorgono, però, di aver sbagliato persona e si dirigono verso la Suzuki. Francesco Cascone, intanto, era entrato nel terreno di una villetta, riuscendo a fuggire. I malviventi hanno sparato e colpito il proprietario della casa, Giuseppe Chinellato. Poi si sono dileguati. Chinellato, trasportato d'urgenza in ospedale, è stato operato. E' salvo per miracolo. Gerardo Citro è stato, invece, ferito al braccio. Due dei presunti sicari furono arrestati la mattina seguente. Si tratta di Francesco Gara, 33 anni, calabrese, e di Vincenzo Buono, 22 anni, di Napoli. Uno legato alla 'ndrangheta e, l'altro, alla camorra. Per la prima volta 'ndrine calabresi e clan camorristici avrebbero lavorato insieme. L'ipotesi, da più parti sostenuta, è stata confermata ora dal rapporto della Regione. A Pomezia fu, poi, fermato il terzo presunto killer, Agostino Ravese, pure calabrese.

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13/05/2008










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