Questo quanto emerge con forza dal rapporto sulla presenza
della criminalità organizzata nel Lazio stilato dalla
Regione, dopo un'attenta analisi dei dati relativi al
lavoro svolto soprattutto negli ultimi cinque anni dalle
forze dell'ordine e dalla magistratura nelle cinque
province laziali. Un rapporto presentato ieri al forum
della pubblica amministrazione, in base al quale la maglia
nera sembra andare senza dubbio a Latina.
In base
all'analisi compiuta dall'osservatorio regionale, le mafie
hanno iniziato ad operare nel Lazio negli anni '60 e
attualmente sul territorio sono presenti 300 mafiosi, che
fanno riferimento a 60-67 clan. Sottolineando che
commissioni d'accesso, per valutare eventuali inquinamenti
dei consigli comunali da parte della criminalità
organizzata, sono state istituite per Nettuno, Ardea e
Fondi, gli esperti della Pisana evidenziano che tentativi
di infiltrazione e condizionamento della politica vi
sarebbero stati anche a Pomezia, Formia e Minturno. Sempre
lo stesso copione: un imprenditore insospettabile,
impegnato principalmente nell'edilizia o nel commercio, che
arriva e stabilisce rapporti con politici e personale
amministrativo, per poi fare affari in città. Secondo la
Regione le emergenze sono rappresentate dagli stabili
insediamenti di famiglie di camorristi, in particolare, dei
casalesi, a Latina e Frosinone, e in alcune aree pontine si
può parlare di fore di controllo del territorio o di
monopolio di attività illecite (spaccio di droga,
estorsioni, usura). Sempre nel territorio pontino si parla
poi di insediamenti stabili di famiglie della camorra,
della 'ndrangheta, di cosa nostra, oltre a quelle della
criminalità autoctona. A Latina vi sarebbe inoltre un
accordo tra casalesi e 'ndrine per lo spaccio di droga, le
estorsioni, l'usura e il controllo di pezzi della grande
distribuzione. E anche se l'affare del momento è
considerato quello dei centri commerciali, il Mof viene
definito sotto assedio, insieme a molte aziende di
distribuzione di prodotti ortofrutticoli e agroalimentari,
e pesante la presenza delle mafie negli appalti.
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13/05/2008