• BENESSERE
  • CINEMA
  • INCONTRI
Dieta Club
Mooovie
trova l'anima gemella
Italia news
CERCA NEL SITO

Latina

Presentato dalla Regione il rapporto sulla presenza della criminalità organizzata nel Lazio. La situazione più grave quella di Latina

Accerchiati dalle mafie

Clemente Pistilli
Il territorio pontino è accerchiato dalle mafie. I clan controllano alcuni settori economici e in altri cercano di infiltrarsi, alcune famiglie sono presenti in zona ormai da anni e altre vi si stanno impiantando, si sono divise il territorio e per tale ragione non vi sono tra di loro frequenti scontri, cercano infine anche di inquinare le pubbliche amministrazioni.

Questo quanto emerge con forza dal rapporto sulla presenza della criminalità organizzata nel Lazio stilato dalla Regione, dopo un'attenta analisi dei dati relativi al lavoro svolto soprattutto negli ultimi cinque anni dalle forze dell'ordine e dalla magistratura nelle cinque province laziali. Un rapporto presentato ieri al forum della pubblica amministrazione, in base al quale la maglia nera sembra andare senza dubbio a Latina.
In base all'analisi compiuta dall'osservatorio regionale, le mafie hanno iniziato ad operare nel Lazio negli anni '60 e attualmente sul territorio sono presenti 300 mafiosi, che fanno riferimento a 60-67 clan. Sottolineando che commissioni d'accesso, per valutare eventuali inquinamenti dei consigli comunali da parte della criminalità organizzata, sono state istituite per Nettuno, Ardea e Fondi, gli esperti della Pisana evidenziano che tentativi di infiltrazione e condizionamento della politica vi sarebbero stati anche a Pomezia, Formia e Minturno. Sempre lo stesso copione: un imprenditore insospettabile, impegnato principalmente nell'edilizia o nel commercio, che arriva e stabilisce rapporti con politici e personale amministrativo, per poi fare affari in città. Secondo la Regione le emergenze sono rappresentate dagli stabili insediamenti di famiglie di camorristi, in particolare, dei casalesi, a Latina e Frosinone, e in alcune aree pontine si può parlare di fore di controllo del territorio o di monopolio di attività illecite (spaccio di droga, estorsioni, usura). Sempre nel territorio pontino si parla poi di insediamenti stabili di famiglie della camorra, della 'ndrangheta, di cosa nostra, oltre a quelle della criminalità autoctona. A Latina vi sarebbe inoltre un accordo tra casalesi e 'ndrine per lo spaccio di droga, le estorsioni, l'usura e il controllo di pezzi della grande distribuzione. E anche se l'affare del momento è considerato quello dei centri commerciali, il Mof viene definito sotto assedio, insieme a molte aziende di distribuzione di prodotti ortofrutticoli e agroalimentari, e pesante la presenza delle mafie negli appalti.

Vai alla homepage

13/05/2008










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro