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Latina

Il precedente Tre anni fa finì nel mirino il sistema delle spese di giustizia

Il primo terremoto fu Baldassarre

LATINA Con il blitz eseguito ieri mattina da carabinieri e finanzieri è la seconda volta che scattano le manette ai polsi di dipendenti del «palazzaccio» pontino. Nel 2005 a venire arrestata fu la 55enne Silvana Baldassarre, allora responsabile dell'ufficio recupero crediti del tribunale di Latina.

L'accusa era quella di peculato e falso e il processo alla ex funzionaria è in corso, mentre proseguono le indagini del sostituto procuratore Raffaella De Pasquale, volte a stabilire l'ammontare esatto dell'ammanco.
Secondo gli inquirenti Silvana Baldassarre, anziché far pagare agli utenti le spese di giustizia in banca o presso l'Agenzia delle entrate, attraverso il modello F23, avrebbe continuato ad accettare vaglia e contanti, appropriandosi del denaro e compilando poi falsi documenti per far vedere che tutto era in regola. Al momento il «buco» è stimato in oltre 130mila euro, ma la Procura sta indagando ancora. In tribunale è stata inoltre istituita una commissione interna, che sta esaminando tutti i fascicoli dal 2000 ad oggi, e la Corte dei Conti ha congelato tutti i beni della 55enne, la quale è stata chiamata a risarcire 500mila euro. Il processo a Silvana Baldassarre si profila lungo: dovranno essere esaminati 170 testimoni.
cle.pis.

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10/05/2008










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