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Latina

«Non ho intascato un euro»

Francesca Di Nora
GAETA «Sono assolutamente estraneo ai fatti che mi sono stati addebitati». Nessuna esitazione ma solo tanta voglia di fare chiarezza sulla sua posizione circa le indagini per falso e peculato avviate direttamente dal procuratore capo della Repubblica di Latina Giuseppe Mancini.

Giuseppe Aurola, ex dirigente dell'Ufficio notifiche esecuzioni e protesti del Tribunale di Latina, sezione distaccata di Gaeta, il 24 novembre del 2006 rilasciò un'intervista al nostro giornale per chiarire la sua posizione in relazione alle indagini in corso sul suo lavoro.
«Non ho intascato neanche un euro - dichiarò. Anche se a questo riguardo mi riservo di darne prova nelle sedi competenti, in quanto ho la massima fiducia nella magistratura e nella sua capacità di accertare i fatti».
Appariva visibilmente risentito per essere oggetto di indagini: «Non ho commesso alcun reato. Nella fattispecie si tratta eventualmente di una diversa interpretazione che potrebbe prevedere solo ed esclusivamente un richiamo amministrativo».
In più occasioni, nel corso dell'intervista, ribadì la sua estraneità ai reati per i quali era indagato tanto da rimarcare: «In questa situazione sono stati calpestati tutti i diritti del lavoratore. È tutta una montatura».
Il rammarico del dirigente Unep era tangibile e manifesto soprattutto quando ripercorreva i suoi anni di lavoro.
«In quaranta anni di sevizio - ribadì - ho fatto il mio dovere sia per il servizio protesti che per le esecuzioni, oltre ai compiti istituzionali della dirigenza e non ho mai avuto lamentele né da parte dell'utenza né da parte del foro. Le accuse formulate a mio carico sono tutte una «macchinazione» per scalzarmi con argomentazioni di natura esclusivamente amministrativa a seguito di un'ispezione ordinaria».
Nel chiarire la sua posizione professionale il dirigente sottolineava anche: «Il servizio protesti è estremamente delicato e lo testimonia il fatto che dal 1 dicembre prossimo non ci sarà più a Gaeta un ufficio protesti, poiché non sembra esserci personale in grado di assicurarne la permanenza. Gli sforzi che ho compiuto qui a Gaeta - chiarì ulteriormente - senza una struttura operativa efficiente, a causa di uffici e arredi obsoleti sono stati inumani. E nonostante di anno in anno ho chiesto al ministero una fornitura di beni quali, casseforti, armadi blindati e computer per una migliore funzionalità dell'ufficio, le richieste sono rimaste prive di risposta».
Appariva stanco non solo per l'inchiesta, ma anche per «tanti anni di lavoro. Il massimo numero di anni di servizio pertanto presto mi ritirerò».

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10/05/2008










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