Nel 2002, la richiesta fu
ripresentata anche al commissario prefettizio Angelo
Finocchiaro. Non avendo, questi, risposto venne diffidato e
accusato del reato di rifiuto di atti d'ufficio. Ieri,
l'assoluzione, per non aver commesso il fatto. Il pubblico
ministero Giancristofaro aveva chiesto la pena di un mese
di reclusione, alla quale si era associato l'avvocato della
parte civile Adolfo Bruno di Nettuno. L'avvocato difensore,
Gaetano Marino, aveva, invece, richiesto l'assoluzione.
Secondo la ricostruzione il Comune già nel 1995 aveva
risposto al cittadino, rigettando la richiesta. Secondo la
difesa, quindi, aveva adempiuto all'obbligo, non dovendo
rispondere per più di una volta alla medesima domanda.
Sil.Col.
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10/05/2008