L'iniziativa è stata
opportunamente mossa dal presidente del consiglio comunale
Gianni Percoco, il quale ha indetto un consiglio comunale
straordinario, per tributare il giusto omaggio della
memoria a colui che fu cittadino onorario della città.
Ad illustrare il personaggio di Aldo Moro è stato
Antonello Di Mario, autore di un volume su Moro
giornalista. La pubblicista di Moro ma non solo. L'uomo
politico, il docente universitario, l'uomo di governo: la
vita pubblica del grande statista è stata letta anche nei
suoi intrecci con quella privata.
E in questo spazio
Terracina ha avuto modo di entrare in maniera forte. «Il
legame che ha unito la famiglia Moro a Terracina - ha
ricordato Di Mario - ebbe inizio alla fine degli anni
Cinquanta. Aldo Moro prese in affitto un appartamento in
cui era possibile vedere il mare. Solo in seguito, con
altri familiari, acquistò due appartamenti sul lungomare».
Il mare, le lunghe passeggiate, i momenti di
distensione e di riflessione lontano da Roma, le gite a
Ponza, le vacanze con la moglie, i figli e poi il carissmo
nipote Luca: tutto questo ha significato Terracina per
Moro. Quando si seppe del suo assassinio, la città rimase
colpita come per la morte di un suo figlio prediletto. In
nome di questo legame, Di Mario ha avanzato l'idea di
rinominare il lungomare Circe, intitolandolo ad Aldo Moro,
e riproposto di concedere la cittadinanza onoraria della
città a Eleonora Chiarelli, vedova dell'ex presidente della
Dc. All'incontro pubblico di ieri mattina hanno partecipato
anche i giovani studenti delle superiori. Michela Bonaldo,
Angelo De Angelis, Sara Di Lello, Chiara Capponi e Tiziana
Langella del liceo ìda Vinci" hanno letto la toccante
testimonianza di Maria Fida Moro sui tragici momenti di 30
anni fa. Loreto Maragoni, capogruppo del PRI, ha rivelato
una circostanza particolare: fu una radio locale a dare per
prima in Italia la notizia dell'agguato di via Fani.
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10/05/2008