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Latina

nessuno li ha visti

Una fedina ed un paio di fuseaux: chi era la donna del canale?

 Smalto sulle unghie, una fedina metallica al dito, una maglietta infilata nei fuseaux.

Ha 35-40 anni ed i capelli scuri la donna che nel tardo pomeriggio del 26 gennaio 1993 viene trovata senza vita nel canale delle acque medie, nei pressi di borgo San Michele. E' riversa sul pelo dell'acqua, il corpo in fase di decomposizione, il collo (forse) spezzato.
Non si saprà mai chi l'abbia trovata, la donna «del canale».
Di certo c'è solo che ai vigili del fuoco di Latina arriva una telefonata anonima. E' già sera quando sul posto arrivano polizia e gli stessi vigili. Il «giallo» si presenta subito difficile da decifrare. La donna in questione non può essere identificata, naturalmente non ha addosso alcun documento.
Nessuno che abbia denunciato la scomparsa di una trentacinquenne, nessuna donna che sia svanita nel nulla. No, quel corpo ha un'altra storia. Che non si saprà mai. Gli accertamenti vengono avviati immediatamente. Analizzato l'abbigliamento (modesto, da casalinga dalle poche disponibilità economiche), viene effettuato l'esame necroscopico. Che dirà qualcosa, ma non poi così tanto. Si tratta, ma è una ipotesi, di una straniera, ma neanche questo dato può dirsi certo. Forse impiccata, forse uccisa e trasportata in quel rigagnolo d'acqua e di melma. Ma da chi? E perchè? Si scava nel mondo degli immigrati. L'unico indizio arriva da alcune voci: da Sabaudia è scomparsa Antonia Munoz, una barbona con problemi psichici. E se fosse lei la donna del canale? Anche questa pista viene presto abbandonata. La Munoz aveva mani senza alcun tipo di cura, la donna del canale no, le aveva curate.
Un'altra pista, qualche giorno dopo. Da un mese non si sa niente di una procace donna dell'est europeo (che anni dopo finirà nei guai con la giustizia). Un'amica si reca negli uffici della squadra mobile, lascia una foto della sua amica e dice: «Potrebbe essere lei. D'altronde la mia amica sembra essere svanita nel nulla. Ed io ho paura». Anche questo indirizzo investigativo cadrà, allorquando la straniera procace tornerà dalla sua (fuga?) e dirà a tutti che sta bene, che è viva e vegeta e che naturalmente non sa niente di quell'altra. E' a questo punto che le indagini si arenano.
Perché se è vero che gli inquirenti cominciano a pensare che quel cadavere appartenga ad una prostituta, ad una frequentatrice di night clubs, è anche vero che l'abbigliamento che la donna del canale aveva (ma soprattutto un dettaglio: la maglietta dentro ai pantaloni) non danno l'idea di una donna che maneggiasse soldi. O che avesse uno stile di vita tutto trine e pailettes. Si arriverà a concludere che la donna è stata quasi sicuramente uccisa. Da chi? Non è mai stato chiarito, anche perchè agli investigatori, dopo un paio di mesi, non sono arrivate più informazioni utili.

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Maria Grazia Di Blasio

07/05/2008










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