Il vertice, al quale hanno preso
parte le rappresentanze sindacali di categoria nazionali e
locali e gli assessori al Lavoro, Alessandra Tibaldi, e
all'Agricoltura, Daniela Valentini, ha portato alla
definizione dei passaggi per l'individuazione di una
soluzione per salvaguardare produzione locale e livelli
occupazionali.
«Contatterò subito i presidenti di
Piemonte ed Emilia Romagna per richiedere, insieme a loro,
la convocazione di un tavolo nazionale che coinvolga i
ministeri competenti. Intanto - ha spiegato Marrazzo -
avvieremo un dialogo diretto con l'azienda Granarolo.
Inoltre entro la prossima settimana convocheremo un tavolo
interassessorile al quale prenderanno parte gli assessori
al Lavoro, all'Agricoltura, alla Piccola e media impresa e
al Bilancio della Regione Lazio, insieme alle Istituzioni
locali e alle rappresentanze aziendali e sindacali». Si
cerca, dunque, un percorso comune per individuare soluzioni
in grado di evitare la chiusura dello stabilimento caseario
con il conseguente licenziamento di 170 lavoratori. «Si è
trattato - ha commentato il segretario nazionale della
Flai-Cgil Antonio Mattioli - di una condivisione di una
progetto che impedisca a Granarolo di impoverire un
territorio ed il comparto agro-alimentare attraverso una
delocalizzazione che produrrebbe un trauma sociale
insostenibile». Dopo l'attivazione dei tavoli regionali e
interministeriali, ha concluso Mattioli, «non ci sono più
alibi per l'azienda per evitare un confronto che
restituisca dignità al lavoro».
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06/05/2008