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Latina

All'alba blitz della Polizia tra Latina, Napoli e Roma. Dodici arresti e venticinque indagati

Dietro i roghi d'auto notturni una «guerra» tra pompe funebri

Stefania Belmonte
Dovevano bruciare le iniziative imprenditoriali della concorrenza, in senso letterale. In sei anni, dal 2002, sono stati 122 i roghi d'auto a Terracina, concentrati soprattutto tra il 2005 e il 2007. Una quarantina nell'ultimo anno e mezzo e, di questi, almeno 23 pianificati e compiuti a scopo intimidatorio dalla stessa mano.

Dodici persone sono state arrestate dalla squadra mobile di Latina e dal commissariato di Terracina, con una lunga serie di accuse legate da quella di associazione per delinquere. Altre 25 persone risultano indagate. Decine le perquisizioni effettuate, a partire dalle 4 di ieri, da almeno 150 poliziotti di Latina, Roma e Napoli con l'aiuto di unità cinofile. In carcere sono finiti i capi della presunta organizzazione: Renato Luzzi e Riccardo Andrea Di Meo, terracinesi di 37 e 36 anni, soci nel settore delle onoranze funebri e il primo titolare anche di una ditta di pulizie. Dietro le sbarre anche i loro concittadini Matteo Lombardi, 23 anni, Antonio Del Monte, di 32, e il 21enne Francesco Iannarilli, accusati di essere gli esecutori materali di alcuni incendi e di essere coinvolti nel traffico di droga locale. Giuseppe Anastasio, napoletano 26enne, è ritenuto invece l'importatore della cocaina proveniente dalla Campania. Proprio con la droga, infatti, sarebbero stati pagati in alcuni casi i ragazzi assoldati per gli incendi: da tossicodipendenti ne facevano uso e da spacciatori ne rivendevano il resto. Il terracinese 48enne, Renato Patriarca, sarebbe invece dietro ad un'attività parallela dell'organizzazione: il suo compito sarebbe stato quello di fondare società fantasma con cui truffare altre imprese. L'esempio più eclatante a danno di aziende vinicole del Nord Italia, pagate con assegni scoperti per circa 180mila euro. Con lui avrebbe operato anche un siriano di 35 anni, Mohamed Sayed, arrestato nel pomeriggio di ieri nello studio del suo avvocato latinense. L'extracomunitario sarebbe anche tra gli organizzatori degli attentati. Ai domiciliari sono finiti altri quattro terracinesi: Antonio Iannucci, 28 anni, Carlo Gennaro Marsella, 35enne preso a Fondi, Cristian Mandatori, 23 anni e Andrea Pagliaroli, 26enne catturato in casa della fidanzata a Nettuno. Secondo la Polizia, si tratterebbe di altri «mercenari del fuoco»: per un incendio, anche quattromila euro. Gli investigatori sono arrivati agli indagati grazie ad intercettazioni, con cui si seguivano i movimenti dell'organizzazione, il cui lo scopo principale sarebbe stato quello di impedire a qualunque altro concorrente di mettersi sul mercato. I conoscenti del gruppo non erano certo esenti da minacce: bruciate due auto ad una ex dipendente di Luzi, colpevole di aver avviato in proprio un'impresa di pulizie, mentre la figlia minorenne sarebbe stata costretta a licenziarsi a causa delle continue molestie sessuali quando Di Meo la accompagnava al lavoro. A un neo-impresario del settore funebre, costretto alla fine a rinunciare al progetto di aprire un'agenzia, di auto ne sono state invece bruciate cinque.

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01/05/2008










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