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Latina

Doganella, Stefania Scarlata resta tuttavia in carcere

Cadavere nel freezer cade l'accusa di omicidio

Stefania Belmonte
DOGANELLA DI NINFA Potrebbero aprirsi le porte del carcere, a giorni, per Stefania Orsola Scarlata. Importanti novità sono infatti arrivate, nella serata di ieri, dalla Procura della Repubblica di Latina. Il sostituto Raffaella De Pasquale, titolare dell'inchiesta sulla morte di Giancarlo De Santis, il pensionato trovato cadavere nel congelatore a pozzetto della villa abitata dalla siciliana, ha infatti ritenuto opportuno chiedere la revoca della misura cautelare in carcere.

La decisione di inviare tale richiesta al giudice per le indagini preliminari, la dott.ssa Lucia Aielli, è stata presa per la sola accusa di omicidio. La motivazione si basa sui risultati degli esami necroscopici effettuati dal team dell'istituto di medicina legale dell'università di Tor Vergata, consulente tecnico per la pubblica accusa, che non ha evidenziato segni di violenza sul corpo, né tracce di sostanze tossiche che potessero causare la morte dell'uomo per avvelenamento. Le stesse tracce di quel farmaco per cardiopatici, quale non era De Santis, e di cui si era inizialmente sospettato l'utilizzo, si sono rivelate ininfluenti e probabilmente frutto di un errore tecnico da attribuirsi a un macchinario. La Scarlata resta però in carcere per gli altri reati a lei contestati: occultamento di cadavere, falsificazione di documento, utilizzo fraudolento del bancomat e minacce all'uomo che l'ha denunciata ai carabinieri. Il difensore della donna, l'avvocato Daniele Cardenia, annuncia che, probabilmente all'inizio della prossima settimana, presenterà una seconda istanza di scarcerazione al gip.

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25/04/2008










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