La decisione di inviare tale
richiesta al giudice per le indagini preliminari, la
dott.ssa Lucia Aielli, è stata presa per la sola accusa di
omicidio. La motivazione si basa sui risultati degli esami
necroscopici effettuati dal team dell'istituto di medicina
legale dell'università di Tor Vergata, consulente tecnico
per la pubblica accusa, che non ha evidenziato segni di
violenza sul corpo, né tracce di sostanze tossiche che
potessero causare la morte dell'uomo per avvelenamento. Le
stesse tracce di quel farmaco per cardiopatici, quale non
era De Santis, e di cui si era inizialmente sospettato
l'utilizzo, si sono rivelate ininfluenti e probabilmente
frutto di un errore tecnico da attribuirsi a un
macchinario. La Scarlata resta però in carcere per gli
altri reati a lei contestati: occultamento di cadavere,
falsificazione di documento, utilizzo fraudolento del
bancomat e minacce all'uomo che l'ha denunciata ai
carabinieri. Il difensore della donna, l'avvocato Daniele
Cardenia, annuncia che, probabilmente all'inizio della
prossima settimana, presenterà una seconda istanza di
scarcerazione al gip.
Vai alla homepage
25/04/2008