Una denuncia dei familiari della vittima portò il sostituto
procuratore Raffaella Falcione ad aprire un'inchiesta e,
con l'accusa di omicidio colposo, ieri sono stati rinviati
a giudizio dal gup Giuseppe Cario l'anestesista impegnato
nell'intervento, Massimo Santini, e il cardiologo che aveva
cercato di rianimare la donna, Salvatore Maggiacomo.
Il
sostituto Falcione assegnò una consulenza medico-legale al
dott. Gianluca Marella, che ha portato subito ad escludere
responsabilità da parte dell'urologo che eseguì
l'operazione. Fatale per la 46enne fu una complicanza
cardiaca, una bradicardia. Secondo il consulente,
l'anestesista non avrebbe somministrato alla paziente
adeguati farmaci vagolitici nella pre-anestesia e, insieme
al cardiologo, non avrebbe poi durante la crisi
somministrato subito atropina. Ritardi considerati causa
della tragedia, ma conclusioni contrastate dalla difesa dei
due imputati, rappresentata dagli avvocati Paolo Censi e
Giuseppe Pesce. Ieri, in udienza, l'avvocato Censi ha
chiesto un incidente probatorio. I familiari della donna,
tramite l'avvocato Domenico Oropallo, si sono costituiti
intanto parte civile e il gup Cario, ritenendo opportuno un
approfondimento dibattimentale, ha rinviato i due medici a
giudizio. Il processo, dove si dovrà chiarire se i due
imputati abbiano realmente avuto responsabilità nella
tragedia, si aprirà il prossimo 11 luglio, davanti al
giudice Raffaele Toselli.
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24/04/2008