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La classe politica pontina ha (ri)scoperto l'America. Da ...

La classe politica pontina ha (ri)scoperto l'America. Da qualche mese a questa parte, il tema delle primarie è diventato centrale in ogni discussione interna ai partiti. Spesso anzi, è causa di conflitti fra le diverse anime, sia del Pdl che del Pd.

Negli ultimi giorni a tenere banco è la polemica scatenata dall'assessore al Turismo, Enrico Tiero, che ha proposto il metodo delle primarie per la scelta delle cariche dirigenziali del Pdl. Sorprende che si pronunci con grande facilità la parola «primarie», senza però spiegare quale sia il sistema da applicare. L'esperiemento portato avanti dal Partito Democratico (quello italiano), pone diversi dubbi. La presenza di liste «bloccate» ed i vincoli eccessivi apposti alle candidature hanno finito per scontentare in molti, impedendo l'allargamento ad un bacino elettorale maggiore rispetto a quello formato da Ds e Margherita. Appare invece auspicabile la tesi di Felice Palumbo, assessore latinense del Pdl, che sostiene la necessità di adottare il modello americano. Oltreoceano possono votare tutti gli elettori, anche gli indipendenti e i simpatizzanti di altri partiti, purché iscritti nelle liste elettorali. La sfida è aperta. Non ci sono limiti. E soprattutto niente «signori delle tessere». Una delle piaghe pontine.

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24/04/2008










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