Negli ultimi giorni a tenere banco è la
polemica scatenata dall'assessore al Turismo, Enrico Tiero,
che ha proposto il metodo delle primarie per la scelta
delle cariche dirigenziali del Pdl. Sorprende che si
pronunci con grande facilità la parola «primarie», senza
però spiegare quale sia il sistema da applicare.
L'esperiemento portato avanti dal Partito Democratico
(quello italiano), pone diversi dubbi. La presenza di liste
«bloccate» ed i vincoli eccessivi apposti alle candidature
hanno finito per scontentare in molti, impedendo
l'allargamento ad un bacino elettorale maggiore rispetto a
quello formato da Ds e Margherita. Appare invece
auspicabile la tesi di Felice Palumbo, assessore latinense
del Pdl, che sostiene la necessità di adottare il modello
americano. Oltreoceano possono votare tutti gli elettori,
anche gli indipendenti e i simpatizzanti di altri partiti,
purché iscritti nelle liste elettorali. La sfida è aperta.
Non ci sono limiti. E soprattutto niente «signori delle
tessere». Una delle piaghe pontine.
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24/04/2008