Alla vigilia
delle elezioni la Regione Lazio ha avviato la tanto attesa
opera di rimozione della barra sabbiosa, che chiude
l'ingresso del porto cittadino, causando pericoli alla
navigazione.
«Già il momento scelto è indicativo. S'è
trattato di una pura manovra elettorale, per raccogliere
qualche voto. Siamo davanti a quella che appare come una
classica presa in giro. La Pisana» analizza il presidente
del consiglio comunale «ha deciso di intervenire, per
realizzare un lavoro di somma urgenza. Si tratta di
prelevare 20 mila metri cubi di sabbia dai quadranti 7, 8 e
9 e di spostarli più avanti nel mare, ad una distanza di un
centinaio di metri. Tutto qui. Ora bisogna considerare che,
per effetto delle correnti, quella sabbia è destinata a
tornare a ricoprire le buche rimaste aperte. Lo dico da ex
pescatore. Basta un po' di maltempo da scirocco, per far
tornare tutto come prima». Qualcosa come una fatica di
Sisifo.
Ancora critiche alla Regione:«I 20 mila metri
cubi di sabbia sono ben poca cosa. In pratica si sposta
qualcosa come il 10% del materiale, che ingombra la foce.
Il quantitativo totale è stato calcolato sui 180 mila metri
cubi. Solo prelevandolo per intero, si può pensare di
bonificare la zona di mare antistante l'ingresso del porto.
Quello messo in atto dalla Regione mi sembra un intervento
improvvisato. In questo modo non si risolve né il problema
dei pescatori e diportisti né il problema degli operatori
balneari, che si aspettavano di veder ricoperta dalla
sabbia la pietraia lasciata dal ripascimento. Ho
l'impressione che da Roma si ostacoli in un qualche modo il
progetto dell'escavo».
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22/04/2008