Era il 23
giugno dello scorso anno quando venne trovata sgozzata in
casa la 83enne. Inizialmente gli inquirenti pensarono ad un
suicidio, ma la verità venne presto a galla e finì in
manette la figlia dell'anziana, la 59enne Filomena
Foglietta. Una situazione familiare difficile esplosa
quella mattina d'estate. La 83enne aveva da tempo problemi
psichici e sarebbe stata spesso aggressiva con la figlia,
caduta a sua volta in depressione. Si parlò di una
situazione divenuta insostenibile per la 59enne. I
difensori della donna, gli avvocati Angelo Palmieri e
Sinuhe Luccone, avevano subito sostenuto che mai Filomena
Foglietta sarebbe tornata ad uccidere, essendo stato
l'omicidio soltanto frutto della pressione insostenibile
rappresentata dalla madre della donna. E alla fine i legali
sono riusciti a far annullare l'ordinanza di custodia
cautelare in carcere dalla Cassazione e ad ottenere dal
Riesame i domiciliari.
Alcune settimane fa il sostituto
De Pasquale aveva quindi chiuso le indagini e chiesto il
rinvio a giudizio della 59enne. Fissata ora la data
dell'udienza preliminare, che si svolgerà davanti al gup
Giuseppe Cario il prossimo 12 maggio, emerge però che il
magistrato aveva indagato per concorso in omicidio anche il
marito e i due figli dell'imputata. Il sostituto De
Pasquale, vista anche la dinamica del matricidio, aveva
ipotizzato che la 59enne fosse stata aiutata dai familiari.
Dopo i lunghi interrogatori resi dai tre, assistiti dagli
avvocati Palmieri e Luccone, e ai riscontri sui tabulati
telefonici dopo la tragedia fatti dalla difesa, il
magistrato si è però convinto della loro innocenza ed ha
chiesto per loro l'archiviazione.
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21/04/2008