E poi ancora "Cisternino", per
50 anni simbolo della più importante azienda di
trasformazione di prodotti lattiero caseari della Regione
con sede a Cisterna, che con molta probabilità sarà
acquistato in moneta fallimentare». La Provincia di Latina
chiede un maggiore intervento dell'amministrazione
regionale, da espletare anche attraverso un vasto
monitoraggio sulle cooperative. «Dal momento che si erge a
"controllore" della qualità dei prodotti, perché la Regione
Lazio non effettua verifiche sul ruolo delle cooperative in
provincia di Latina? -si mette in risalto a via Costa- la
Pettinicchio non è una all'interno della lega delle
cooperative, dietro la Cisternino non c'è la
Confcooperative? Un controllo in più non sarebbe male».
Al centro delle attenzioni, c'è quindi la situazione
difficile dei dipendenti delle aziende in crisi. «I
lavoratori vengono scaricati sulla collettività -mette in
rilievo la Provincia- cosa fa la Regione Lazio che era
scesa palesemente in campo per fare in modo che tutto
questo non accadesse?». L'assessore all'Agricoltura,
Daniela Valentini, nel recente passato aveva dato la sua
disponibilità a trovare le soluzioni necessarie. «Abbiamo
espresso con forza la nostra volontà di mantenere
concretamente sul territorio il marchio Pettinicchio -aveva
dichiarato nel febbraio scorso l'Assessore regionale
all'Agricoltura, Daniela Valentini- così come di
salvaguardare i livelli occupazionali. A distanza di quasi
due mesi l'assessore scende nuovamente in campo a difesa
delle eccellenti mozzarelle di bufala lontane dal rischio
diossina. L'operazione pone però diversi interrogativi. «Il
rilancio è affidato all'immagine del Colosseo raffigurato
nel logo, simbolo di Roma -viene rilevato da autorevoli
fonti dell'amministrazione Cusani- per arrivare alla
denominazione di un dop, e quindi per vedere il marchio
salva qualità, ci vorranno almeno due anni. Ci si chiede
nel frattempo quale sarà il destino dei caseifici pontini».
In Provincia di Latina erano stati individuati due settori
trainanti dell'economia: il chimico farmaceutico e l'agro
alimentare. Il latte fino a tre anni fa faceva leva su
circa 2.000 dipendenti nel solo settore della
trasformazione. Dopo le ultime vicende questo numero è
destinato ad essere notevolmente ridimensionato. E sarebbe
un brutto colpo per l'economia pontina.
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03/04/2008