Venerdì sera, verso le 23, è
uscito per prendere una boccata d'aria e per fumare. In un
momento, però, è rimasto coinvolto in qualcosa che lì per
lì non è riuscito a capire. Ha visto due fari avvicinarsi
sempre di più al cortile della sua villetta e l'auto
entrare nella sua proprità. Forse ha notato appena il
ragazzo che è sceso e si è dato alla fuga nelle campagne
dietro la casa. Il dolore lancinante alle gambe, al braccio
e allo stomaco e il terrore che quegli uomini lo avrebbero
ucciso lo hanno distolto da qualsiasi altro pensiero. Poi
sono arrivati la sorella e i nipoti che lo hanno soccorso e
hanno chiamato il 118. E' giunto cosciente in ospedale e ha
cercato, pure sotto choc, di raccontare cosa fosse
avvenuto. Ieri la sua famiglia era davanti la porta della
sua stanza in ospedale a sperare che tutto possa andare
bene e che Giuseppe possa rimettersi presto. E a domandarsi
il perché di tutto questo.
S.C.
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30/03/2008