In base a quanto deciso, nel giugno scorso,
dall'assessore regionale alla Mobilità, Fabio Ciani, ed al
piano di delocalizzazione predisposto dalla Commissione
tecnica, di cui fanno parte anche i professori Ennio
Zaottini e Stefano Cautadella, i filari di mitilicoltura
che attualmente sono stati impiantati a poco più di
trecento metri dal litorale formiano di Vindicio, verranno
spostati almeno a 1.500 metri dalla costa, a partire dal
gennaio del prossimo anno. Premessa d'obbligo a tale
operazione, una verifica dell'effettiva regolarità degli
allevamenti, poiché, in base ai controlli effettuati, nel
maggio scorso, dalla sezione operativa navale di Formia
della Guardia di finanza, risultò un abnorme ed illegale
ampliamento di diversi impianti, rispetto ai metri quadri
previsti dalle concessioni rilasciate, a suo tempo, dalla
Capitaneria di Porto di Gaeta e dalla stessa Regione Lazio.
Secondo tali dati, effettuati per difetto, l'area completa
occupata dalla mitilicoltura è di 653.455 mq, rispetto ai
330.000 dati in concessione, mentre quella asservita agli
impianti di itticoltura è di 254.018 mq, rispetto ai
130.000 ufficialmente occupati. Circa mezzo milione di
metri quadri di allevamenti abusivi, dunque, a 300 metri
dalla costa ed al centro del Golfo di Gaeta, in aggiunta ad
un ulteriore milione di metri quadri di mare, interdetto
alla navigazione, tra fasce di sicurezza, zone di
sperimentazione e classificazione delle acque, con evidenti
conseguenze drammatiche, tanto sull'economia
turistico-balneare del comprensorio, quanto sullo stato di
inquinamento dei fondali. Tant'è vero che, subito dopo lo
spostamento dei vivai, occorrerà procedere al dragaggio
dell'area attualmente occupata, avviando un completo e
definitivo disinquinamento del Golfo. Per questo, restano,
però, da definire i tempi della delocalizzazione off shore
e cioè, oltre punta Stendardo, anche per gli impianti di
itticoltura, come assicurato dallo stesso assessore
regionale Fabio Ciani.
Per quanto riguarda, infine, i
problemi della pesca, l'Ascom-Confcommercio di Formia e gli
operatori ittici dell'associazione «La Quercia», presieduta
da Giovanni Masiello, hanno indirizzato al ministro De
Castro, al presidente della Regione, Marrazzo,
all'assessore Valentini ed alla Provincia, la richiesta di
un contributo «una tantum», a favore dei pescatori del
Golfo, «gravemente danneggiati dal ricorrente fenomeno
delle mucillagini, dalla crescente carenza di pescato e
dalle limitazioni imposte al settore».