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Latina

Il commento

Il «palazzo» distante dai cittadini

E' soprattutto nelle cose della quotidianità che la distanza che separa i cittadini dal «palazzo» si percepisce, fino a sembrare incolmabile. Prima delle riforme elettorali e costituzionali, o magari in contemporanea, è bene che la politica recuperi la sua naturale dimensione, quella che lega il rapporto di fiducia tra cittadini ed eletti, cuore della funzione di intermediazione della democrazia rappresentativa.

Ieri mattina ad Aprilia, la coraggiosa iniziativa di una persona diversamente abile, che ha dovuto letteralmente gettarsi ai piedi del prefetto Frattasi per essere ascoltata, come invece non avevano voluto fare i politici di Aprilia, è il simbolo di quella distanza. Che ogni giorno disegna un solco sempre più ampio, fino ad alimentare malcontento, sfiducia, distacco, diffidenza nella gente verso la «casta» politica, senza distinzione di colore. Tante, troppe, le inziative spontanee anche dei cittadini del capoluogo per sollecitare i politici, opposizione compresa, ad intervenire sui temi della sicurezza nucleare e la mega centrale elettrica di Borgo Sabotino. O, più semplicemente, per chiedere che il litorale diventi più vivibile. La sicurezza, l'ordine pubblico, poi, sono temi su cui i cittadini di questa provincia chiedono da tempo alla politica di intervenire.
Nessuna richiesta fantasiosa, dunque, solo problemi quotidiani da cui occorre ripartire per tutelare quegli interessi collettivi che sono primo dovere ed obiettivo della politica, ma anche sua deriva e bandiera dell'antipolitica.









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