La configurazione
del nuovo piano prevede, infatti, che nel 2010 i Comuni che
rientrano nell'Ato 4, l'attuale bacino di competenza per lo
smaltiemto dei rifiuti, producano una quantità di materiale
non diffrenziato pari a circa la metà di quella attuale.
In sostanza, non solo tale quantità non dovrebbe
aumentare di qui a due anni ma la raccolta differenziata
dovrebbe salire dall'attuale 18% a circa il 55-60% su scala
provinciale.
Obiettivi davvero impensabili, ma che nel
documento della Regione servono a giustificare il fatto di
aver tagliato fuori Latina dalla possibolità di poter
chiudere il ciclo dei rifiuti dentro il proprio
territorio.
Questa soluzione, infatti, è quella che
più piace, ad esempio, al presidente della Provincia,
Armando Cusani, e che è stata votata anche dalla conferenza
dei sindaci. Solo in tal senso cioè, i rifiuti prodotti dal
territorio pontino diventerebbero vera risorsa per il
territorio stesso, senza andare ad alimentare i
termovalizzatori di Colleferro e San Vittore.
Già la
prossima settimana l'assessore Giovanchelli porterà questi
dubbi all'attenzione dei sindaci pontini, che saranno
chiamati ad esprimersi in tal senso. Si prevede un voto
contrario, anche se la sostanza del piano previsto da
Marrazzo non dispiace agli ammnistratori locali.
In
dettaglio, il documento prevede la creazione di due siti di
preselezione dei rifiuti, a nord ed a sud della provincia,
prima del definitivo conferimento ai termoinceneritori.
Scomparirebbe, così, la discarica di Borgo Montello
anche se tale sito potrebbe essere riadattato a punto nord
di preselezione dei rifiuti.