Poi, invece, la cosa ha
cominciato ad avere contorni meno inquietanti.
Intorno alle 22 di sabato, infatti, in una casa di via
Torretta rocchigiana alla periferia di Priverno sarebbe
scoppiata una lite in famiglia.
Pare che un
egiziano, che ha sposato una donna di Pontinia, avrebbe
manifestato già nei giorni scorsi la volontà di portare in
Italia la moglie che ha nel suo Paese d'origine, alla luce
del suo credo religioso.
La moglie italiana,
ovviamente, non avrebbe inteso accettare una situazione di
questo genere.
Ne sarebbe nata una discussione,
che sarebbe andata avanti per qualche giorno.
Poi,
sabato sera l'epilogo.
La discussione è divenuta
più accesa e le cose sarebbero degenerate.
Tanto
che, ad un certo punto, sarebbe comparso un coltello e il
fratello della donna italiana, M. B. di 42 anni, sarebbe
rimasto ferito ad una mano tanto da dover ricorrere alle
cure del Pronto soccorso dell'ospedale "Regina Elena" di
Priverno, dove i sanitari di turno lo hanno medicato e
dimesso con una prognosi di sette giorni.
Della
vicenda si stanno occupando i carabinieri della stazione di
Priverno, coordinati dal luogotenente Fabio Malandruccolo e
non è da escludere che nei prossimi giorni l'egiziano possa
essere denunciato all'autorità giudiziaria in stato di
libertà.
Venuto a conoscenza domenica della
notizia l'assessore Elvira Vitarelli - che nel corso della
festa "Priverno Multicolore" aveva consegnato venti diplomi
di alfabetizzazione - si è meravigliata del fatto.
Anche perché - ha affermato - a Priverno esiste una
discreta colonia di extracomunitari regolari, circa 500,
che vivono e lavorano tranquillamente senza creare
problemi, affidandosi ai consigli delle associazioni
"Famiglia Migrante" per gli aspetti legislativi e "Karibù"
che si occupa soprattutto dei rifugiati, specie le
donne.
Anche se in questo caso
il problema alla radice della violenza sembra essere quello
sentimentale.