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Latina

Tragedia sfiorata a Priverno nella casa di uno straniero regolarmente coniugato con una donna di Pontinia

Egiziano vuole in casa «l'altra» moglie

Mario Giorgi
PRIVERNO Benché l'ora fosse tarda, dapprima si era diffusa la voce che c'era stato un accoltellamento da parte di un extracomunitario ai danni di un cittadino residente.

E proprio alla vigilia della festa "Priverno multicolore", dedicata agli immigrati, che l'assessore ai Servizi sociali Elvira Vitarelli aveva organizzato per domenica mattina.



Poi, invece, la cosa ha cominciato ad avere contorni meno inquietanti.

Intorno alle 22 di sabato, infatti, in una casa di via Torretta rocchigiana alla periferia di Priverno sarebbe scoppiata una lite in famiglia.

Pare che un egiziano, che ha sposato una donna di Pontinia, avrebbe manifestato già nei giorni scorsi la volontà di portare in Italia la moglie che ha nel suo Paese d'origine, alla luce del suo credo religioso.

La moglie italiana, ovviamente, non avrebbe inteso accettare una situazione di questo genere.

Ne sarebbe nata una discussione, che sarebbe andata avanti per qualche giorno.

Poi, sabato sera l'epilogo.

La discussione è divenuta più accesa e le cose sarebbero degenerate.

Tanto che, ad un certo punto, sarebbe comparso un coltello e il fratello della donna italiana, M. B. di 42 anni, sarebbe rimasto ferito ad una mano tanto da dover ricorrere alle cure del Pronto soccorso dell'ospedale "Regina Elena" di Priverno, dove i sanitari di turno lo hanno medicato e dimesso con una prognosi di sette giorni.

Della vicenda si stanno occupando i carabinieri della stazione di Priverno, coordinati dal luogotenente Fabio Malandruccolo e non è da escludere che nei prossimi giorni l'egiziano possa essere denunciato all'autorità giudiziaria in stato di libertà.

Venuto a conoscenza domenica della notizia l'assessore Elvira Vitarelli - che nel corso della festa "Priverno Multicolore" aveva consegnato venti diplomi di alfabetizzazione - si è meravigliata del fatto.

Anche perché - ha affermato - a Priverno esiste una discreta colonia di extracomunitari regolari, circa 500, che vivono e lavorano tranquillamente senza creare problemi, affidandosi ai consigli delle associazioni "Famiglia Migrante" per gli aspetti legislativi e "Karibù" che si occupa soprattutto dei rifugiati, specie le donne.

Anche se in questo caso il problema alla radice della violenza sembra essere quello sentimentale.









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