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Latina

Sessantuno abitanti della zona di Minturno si erano rivolti ad un laboratorio fingendo di poter usufruire dell'esenzione dal ticket

Truffa all'Asl per avere le analisi gratis
Falsi poveri e disabili puniti da decreto penale. Multa di circa 2000 euro

Gianni Ciufo
MINTURNO Sessantuno persone di Minturno, Scauri, Castelforte, SS.Cosma e Damiano, Spigno Saturnia, Suio, Formia e Gaeta, sono state colpite da Decreto Penale emesso dal Gip del Tribunale di Latina, Raffaele Toselli, in quanto ritenute responsabili di aver falsamente attestato l'esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

La pena prevede il versamento di una cifra che sfiora i tremila euro per ciascuno. La vicenda risale al 2002, periodo in cui i sessantuno protagonisti della vicenda, si recarono in un noto centro diagnostico del Comune di Minturno, per effettuare degli esami di laboratorio.
In occasione delle prestazioni ottenute sottoscrissero un modulo nel quale affermavano il loro diritto ad usufruire gratuitamente di prestazioni sanitarie. Per l'Autorità Giudiziaria ciò avrebbe procurato un danno alla Asl di Latina, che ha poi provveduto a rimborsare il costo delle prestazioni effettuate al centro diagnostico minturnese. I sessantuno condannati, che con quelle attestazioni avrebbero tratto un ingiusto profitto, sono accusati di truffa aggravata e falso nei confronti dello Stato. Il Decreto Penale emesso nei loro confronti prevede il pagamento di circa 2900 euro a testa.
Stante l'esiguità del fatto, infatti, era stato lo stesso P.M. a chiedere al Gip di emettere una condanna pecuniaria, accolta dal Gip pontino, dott. Toselli. Tra i sessantuno condannati, oltre ad operai in cassa integrazione, impiegati, dipendenti di esercizi pubblici, figurano anche dei liberi professionisti. L'indagine sulle false attestazioni di esenzione del ticket furono portate avanti dalla Guardia di Finanza, la quale andò a controllare la veridicità dell'autocertificazione, che ha portato al mancato pagamento delle somme previste dai tariffari sanitari. Gli accusati, che potranno presentare opposizione alla decisione del magistrato, hanno un'età compresa tra i 23 anni di una ragazza minturnese e i 69 anni di tre pensionati. Va inoltre sottolineato che il centro diagnostico risulta estraneo a qualsiasi tipo di «imbroglio».









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