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Latina

ItriI difensori avevano chiesto la revoca della misura cautelare

La Cassazione boccia la scarcerazione di Scaramella

Orazio Ruggieri
ITRI E' subito rimbalzata a Itri l'eco della sentenza, emessa ieri, con la quale la prima sezione di Cassazione ha ritenuto inammissibile il ricorso presentato dai legali del dott. Mario Scaramella, che chiedevano la scarcerazione del professionista campano, bloccato dalla Giustizia, prima per sei mesi nel carcere di Regina Coeli e, poi, per altri quattro mesi, agli arresti domiciliari nella sua residenza del centro aurunco.


La vicenda è improvvisamente ritornata di attualità perchè i difensori , gli avvocati Sergio Rastrelli e Massimo Krogh, avevano chiesto la fine delle misure cautelari. I due legali avevano contestato il fatto che nei confronti dell'indagato esistano gli indizi di colpevolezza sufficienti a suffragare la misura cautelare. Gli avvocati Rastrelli e Krogh avevano anche sostenuto che la competenza dell'inchiesta era della procura di Trento o di quella di Teramo, dove si sono registrati gli ancora oscuri fatti che hanno portato, alla vigilia di Natale, all'arresto del professionista campano che si era presentato spontaneamente in Italia da Londra dove aveva rischiato anche un tragico epilogo per la nota vicenda del polonio.
Appresa la notizia, il Comitato spontaneo "Pro Scaramella", attivo da dieci mesi a Itri, dove la famiglia è ricordata per la grande disponibilità verso tanti casi umani, ha sottolineato come l'assurda campagna di stampa contro il professionista fa rilevare che «Mentre all'estero la considerazione e la credibilità dello Scaramella sono molto elevate, in Italia continua la dissacrazione del personaggio che, da ben dieci mesi, è sottoposto a misure cautelari a fronte di reati tutti da dimostrare». Scaramella è un consulente di origine napoletata assurto agli onori della cronaca a seguito della commissione "Mitrokin" che indagava sul traffico d'armi con gli ex Paesi dell'Est europeo. Secondo le accuse, avrebbe denunciato un ex agente del Kgb, in Italia da diverso tempo, il tutto in relazione a un carico di armi che secondo Scaramella sarebbe servito per attentare alla vita dell'on. Guzzanti, presidente della Commissione. Il momento più tragico della vicenda fu quando a Londra si sospettò che stessero per eliminarlo con il veleno.









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