U. sugli Enti Locali che prevede l'«incandidabilità» per
chi abbia riportato una condanna superiore a sei mesi.
L'architetto Francesco Paolo Zannella si troverebbe in
questa casistica perché condannato a otto mesi per una
vicenda risalente al 1996.
In quella occasione l'arch.
Zannella offrì, a titolo del tutto gratuito, la sua
prestazione professionale al Comune di Monte San Biagio
dove dovevano essere esaminate quasi duemila pratiche di
condono edilizio.
Fu nel corso di una seduta che lo
vedeva svolgere le funzioni di membro verbalizzante, che
Zannella dimenticò di trascrivere sul verbale che un
componente della commissione si era momentaneamente
allontanato dall'aula per esigenze personali, tant'è vero
che, alla fine della seduta, la firma di quel componente
mancava in calce al verbale.
Questa "omissione" causò
la condanna a otto mesi e, per la legge 267/2000, Zannella
non può essere più sindaco.
Questo il contenuto della
missiva pervenutagli dalla Prefettura che Zannella, non ha
minimamente commentato, limitandosi a ribadire la sua
«osservanza ai dettami emanati dalle figure istituzionali,
così come ho sempre fatto, dal 1975 ad oggi, vale a dire
per l'intero arco del mio impegno politico al servizio
della gente di Campodimele, prima come consigliere e poi
quattro volte come primo cittadino e una volta, la
penultima, come vice di Aldo Lisetti.
C'è il
rammarico per il sicuro ritardo che registrerà il già
prolifico cammino operativo delle ultime amministrazioni,
che sono state capaci di trasformare in senso moderno, pur
preservandone il folclore e le sue antiche tradizioni,
Campodimele, noto ai più come il paese della longevità.
Il nostro Comune stava per vedere completato un
ulteriore passaggio verso l'ennesimo salto di qualità sia
strutturale che di immagine. Pazienza».
Al momento non
si conosce la data del consiglio "imposto" dal Prefetto.
Nessuna reazione a caldo da parte dell'opposizione.
Del canto suo, la minoranza renderà nota quanto prima
una sua dichiarazione ufficiale relativa al caso che ha
scatenato la protesta da parte dei cittadini.
La gente
del posto: «Con i tanti problemi di delinquenza e di
disservizi, specie sanitari, che abbiamo in Italia, ci si
preoccupa di sospendere il sindaco di un Comune con 800
abitanti solo perché ha dimenticato di scrivere un nome.
Così perdiamo fiducia nei confronti delle istituzioni».
Nelle prossime ore sono attesi sviluppi di natura
politica relativi alla vicenda che rappresenta, insieme al
Comune di Sgurgola, un caso raro.