1460 e 1565 del
codice civile.
A denunciare il caso é ancora il
Comitato Spontaneo di Lotta contro Acqualatina che
evidenzia, altresì, una serie di irreegolarità, a
cominciare dal fatto che sul modulo si parla di "riduzione
del servizio", mentre, in realtà, il flusso idrico è stato
completamente interrotto e poi, che tale operazione è stata
portata a termine nonostante l'assenza del cliente.
«Ovviamente, il caso non rimarrà senza conseguenze,
aggiungono gli esponenti del Comitato, poichè, quanto
prima, provvederemo ad informare l'Autorità Giudiziaria
della vicenda, con la richiesta di accertarne la
regolarità».
Ma il Comitato di lotta si rivolge anche
al sindaco di Formia, Sandro Bartolomeo, chiedendo lumi
sull'efficacia della delibera n.71, approvata nella seduta
del Consiglio comunale del 24 luglio 2006, avente per
oggetto: "Atto di indirizzo su Acqualatina" ed in cui,
veniva fatto divieto al gestore idrico "di interrompere il
servizio pubblico di erogazione dell'acqua nei confronti
dei cittadini morosi".
«Lei capirà, fanno presente dal
Comitato al sindaco Bartolomeo, che una situazione del
genere è intollerabile, perché non è possibile che rimanga
impunita una società privata che si fa beffa di una
delibera comunale, altrimenti, tanto varrebbe mandare a
casa tutti i consiglieri e dare in appalto la gestione del
Comune ad una società privata; almeno si capirebbe, così,
chi comanda».
Infine, dal Comitato, la richiesta di un
ulteriore chiarimento: "perché le quote societarie detenute
dal Comune di Formia in Acqualatina, come risulta dagli
atti, sono intestate alla farmacia comunale?