Mezzomonte-Palazzo.
Evidenti le proporzioni del dissesto idrogeologico che anni
di abbandono e di incuria hanno via via alimentato. Vi sono
abitazioni, come quelle in cui vive da sola la signora,
Rosaria C., in via Madonna di Fatima, che sembrano
letteralmente sospese nel vuoto. «Non le nascondo che
ormai vivo nella paura e mi chiedo cosa avverrà il
prossimo inverno, quando le piogge si faranno insistenti.
Mio marito aveva provveduto a riempire il vallone con
quintali e quintali di terra. Aveva creato una sorta di
contrafforte naturale di cui oggi non c'è più traccia e
come può vedere basterà poco per essere trascinati giù con
tutta la casa». Non meno precaria è la situazione delle
famiglie Rossi e dell'Unto le cui case si affacciano su via
Francesco d'Assisi, proprio all'ingresso di Molella, quasi
di fronte alla chiesa parrocchiale.
«Del problema ho
ripetutamente interessato l'Ufficio tecnico del Comune
facendo presente come sia in gioco la sicurezza e la
incolumità di una trentina di famiglie. Ma in stato di
dissesto idrogeologico si trova gran parte di
Molella»spiega Cestra che inviò a suo tempo un
esposto-denuncia anche alla Procura di Latina. Ed è stato
proprio partendo dall'esigenza di mettere in sicurezza la
frazione che il Consiglio comunale ha approvato due anni
fa, su iniziativa dello stesso Cestra, una variante
speciale che prevede la realizzazione di un parco
naturalistico a servizio dei residenti. Il progetto,
bloccato in Regione, potrebbe essere finanziato con fondi
comunitari e costituire la soluzione più idonea per
arginare, prima che sia troppo tardi, l'incombente rischio
di frane.
Curiosità: il Vallone di Molella, a forma di
anfiteatro naturale, è inserito tra i nuclei abitativi
della stessa Molella e le acque del lago di Paola. Si
tratta di un'area caratterizzata da pareti molto ripide che
costituisce il naturale proseguimento del braccio del lago
denominato «braccio della Molella». L'area, che è molto
ricca di vegetazione arborea, ha un fondo valle, un tempo
utilizzato per orti, completamente ricoperto da vegetazione
erbacea di vario tipo. Negli ultimi anni la zona è stata
completamente abbandonata ed i vecchi sentieri di
collegamento al centro abitato sono quasi scomparsi sotto
roveti e cespugli.