Durante le perquisizioni - 43 in Italia, di cui 36 a
carico di privati e 7 all'interno di aziende - sono stati
rinvenuti e sequestrati numerosi computer, cellulari,
videocamere, macchine fotografiche e migliaia di supporti
informatici tra cd, dvd e pen drive.
L'operazione
coinvolge 15 regioni: Sicilia, Marche, Puglia, Emilia
Romagna, Toscana, Liguria, Lombardia, Campania, Umbria,
Calabria, Lazio, Piemonte, Valle d'Aosta, Friuli Venezia
Giulia, e Veneto. Il materiale scaricato consisterebbe
soprattutto in video, alcuni dei quali di durata superiore
anche ai 15 minuti, dalle cui immagini sarebbe evidente il
coinvolgimento di minori anche al di sotto dei 10 anni di
età: bimbi di carnagione chiara, in prevalenza dai tratti
somatici orientali ma anche europei, forse americani.
Solo nel Lazio sono state 7 le perquisizioni, di cui 5
a Roma e 2 in provincia di Latina.
Le indagini erano
partite dalla Germania una decina di anni fa: alcuni siti
di pedofilia russi si collegavano a server tedeschi, dai
quali era possibile scaricare il materiale pedopornografico
che ha evidentemente raggiunto anche il pubblico italiano.