Per loro si tratta di aumenti
dell'ordine del 400%. Operatori presi dallo sconcerto.
Quadruplicato. Chi pagava 4 mila euro s'è visto portare
il canone demaniale a 14 mila euro. Chi ne pagava 5 mila
s'è visto lievitare la somma a 18 mila euro. Il "caro
canone" interessa tutte le 19 strutture fisse, che si
trovano lungo l'arco del litorale cittadino. Si tratta di
quelle opere realizzate negli anni sul demanio pubblico e
diventate ormai stabili. Su di esse, nella primavera di tre
anni fa, si concentrò l'attenzione del Procuratore della
Repubblica Gagliardi, dal momento che dovevano ritenersi
abusive. Furono sequestrate dalla Guardia Forestale. Due le
scelte che si prospettavano agli operatori balneari: o
demolirle o accettare l'acquisizione da parte dello Stato.
Tutti scelsero la seconda soluzione, finendo di fatto per
diventare degli affittuari. Per tutti loro è appena adesso
arrivato un regalo dalla Finanziaria 2007. I canoni devono
essere agganciati al valore commerciale medio degli
immobili della zona. Ecco come, in virtù di tali conteggi,
si arriva alla rideterminazione dei canoni dovuti allo
Stato. I calcoli predisposti dal settore demanio
dell'Ufficio comunale Attività produttive hanno portato a
numeri extra large. Una chiusura condita con l'amaro anche
per i proprietari dei chioschi precari, quelli che vanno
montati prima della stagione e smontati entro la fine di
ottobre. Sono in tutto 52. Per loro l'aumento è nell'ordine
del 4-5%. Solo da Terracina lo Stato incasserà qualcosa
come 500 mila euro. I balneari stanno digerendo male la
novità. Ma la batosta non finisce qui. Tra poco verranno
notificate altre cartelle di pagamento. Si tratta
dell'indennità di occupazione abusiva, che saranno chiamati
a pagare quanti un anno fa non smontarono a tempo debito le
loro strutture amovibili. La sanzione prima era di 500
euro. Adesso, sempre per effetto della Finanziaria, sarà
mediamente di 4 mila euro.