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Latina

Ecco come erano le case del Fascio

Luigia Berti
LATINA Foto, planimetrie, piantine, schizzi e plastici raffiguranti le Architetture delle Case del Fascio in Italia e nelle Terre d'Oltremare in esposizione all'emiciclo di Palazzo M. L'occasione arriva dalla scelta di Latina come seconda tappa della mostra itinerante di architettura organizzata dalla fondazione Cesar Onlus e curata da Flavio Mangione e Andrea Soffitta, dopo il debutto capitolino nell'ambito della manifestazione «Itinerari di Fondazione - Città Nuove nel Lazio meridionale».

Da ieri anche a Latina «per il grande successo di pubblico ottenuto - afferma il presidente della Fondazione Cristiano Rosponi - visto l'altissimo valore scientifico del materiale esposto, oltre che per mantenere viva l'attenzione sull'inestimabile patrimonio artistico rappresentato dalle città di Fondazione». Nei padiglioni allestiti a Palazzo M le immagini più rappresentative della vastissima produzione di progetti ed edifici in stile razionalista: un linguaggio architettonico che richiama la semplificazione, caratterizzato da articolazioni di superficie che oggi diremmo 'povere', ma soprattutto da regolarità, volumi massicci e compatti, pareti lisce interrotte solo da andamenti curvilinei e sinusoidali di alcune facciate. Negli anni Venti il regime fornì dei parametri cui uniformarsi, ma fu solo a partire dal '32 che si cercò di definire tipologicamente le Case del Fascio attraverso procedure competitive, dal primo concorso bolognese poi esteso a tutte le scuole di architettura italiane, tanto che durante il Ventennio furono realizzate circa cinquemila Case del Fascio, su oltre venticinquemila progetti redatti. L'esposizione inaugurata ieri, alla presenza, tra gli altri, dell'assessore comunale alla Cultura Bruno Creo, del Comandante provinciale della Finanza Giuseppe Colombi e del Sovrintendente dell'Archivio di Stato Aldo Ricci è realizzata in collaborazione con l'Archivio Centrale, il Comando provinciale della GdF di Latina, i Comuni di Latina, Aprilia, Pontinia e Sabaudia e il sostegno della Regione Lazio.
Sarà possibile visitare la mostra dal lunedì al venerdì dalle ore 17 alle 20; il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Ingresso gratuito.









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