Da ieri anche a Latina «per il grande
successo di pubblico ottenuto - afferma il presidente della
Fondazione Cristiano Rosponi - visto l'altissimo valore
scientifico del materiale esposto, oltre che per mantenere
viva l'attenzione sull'inestimabile patrimonio artistico
rappresentato dalle città di Fondazione». Nei padiglioni
allestiti a Palazzo M le immagini più rappresentative della
vastissima produzione di progetti ed edifici in stile
razionalista: un linguaggio architettonico che richiama la
semplificazione, caratterizzato da articolazioni di
superficie che oggi diremmo 'povere', ma soprattutto da
regolarità, volumi massicci e compatti, pareti lisce
interrotte solo da andamenti curvilinei e sinusoidali di
alcune facciate. Negli anni Venti il regime fornì dei
parametri cui uniformarsi, ma fu solo a partire dal '32 che
si cercò di definire tipologicamente le Case del Fascio
attraverso procedure competitive, dal primo concorso
bolognese poi esteso a tutte le scuole di architettura
italiane, tanto che durante il Ventennio furono realizzate
circa cinquemila Case del Fascio, su oltre venticinquemila
progetti redatti. L'esposizione inaugurata ieri, alla
presenza, tra gli altri, dell'assessore comunale alla
Cultura Bruno Creo, del Comandante provinciale della
Finanza Giuseppe Colombi e del Sovrintendente dell'Archivio
di Stato Aldo Ricci è realizzata in collaborazione con
l'Archivio Centrale, il Comando provinciale della GdF di
Latina, i Comuni di Latina, Aprilia, Pontinia e Sabaudia e
il sostegno della Regione Lazio.
Sarà possibile
visitare la mostra dal lunedì al venerdì dalle ore 17 alle
20; il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15
alle 18. Ingresso gratuito.