I finanzieri del nucleo provinciale di PT, prima di concentrarsi sulla gestione degli appalti in house da parte di Acqualatina, che proprio pochi giorni fa li ha visti tornare negli uffici della società con in mano quattro avvisi di garanzia, avevano effettuato una verifica fiscale accurata, spulciando tra i conti del gestore idrico. Gli uomini del tenente colonnello Maurizio Sagliocco erano giunti alla conclusione che, tanto sulle spese di manutenzione quanto su diverse altre voci, «Acqualatina» avrebbe dedotto molti oneri che non poteva dedurre. Risultato? Secondo le Fiamme gialle un'evasione di oltre due milioni di euro, più di quattro miliardi delle vecchie lire. I verbali erano quindi passati all'Agenzia delle entrate, a cui spetta il recupero del denaro evaso, sanzioni comprese. Una cifra elevatissima, dinanzi alla quale ovviamente «Acqualatina» non è rimasta immobile. L'accertamento svolto è stato contestato ed è stata affidata una sorta di consulenza al prof. Leo, docente di diritto tributario, e al commercialista pontino Salvatore D'Amico. Sarà ora la commissione tributaria a dover decidere se Acqualatina debba o meno pagare il maxi-risarcimento. Una disputa raccolta in ben trenta faldoni. Un caso delicato, affidato all'ex primo dirigente del tribunale di Latina, Salvatore Moscarino, con un passato anche come docente di economia e finanze. Il contenzioso verrà affrontato giovedì prossimo dalla commissione tributaria e sembra che «Acqualatina» sia orientata a chiedere la sospensione delle cartelle esattoriali. Se venisse deciso che «Acqualatina» deve pagare gli oltre due milioni di euro vi sarebbero ripercussioni anche per gli utenti, con un eventuale aumento delle tariffe? Presto per dirlo. Occorrerà prima vedere come andranno le cose in commissione tributaria. La cifra è elevata e la discussione si preannuncia particolarmente articolata.