Lo rivela una nuova inchiesta su AcquaLatina - la Spa mista pubblico-privato che gestisce il servizio idrico integrato nell'ambito territoriale.
«In tutti i campioni di acqua prelevata dalla rete idrica di Aprilia le analisi di laboratorio fatte eseguire dalla redazione di un periodico locale, che ha lanciato l'allarme, hanno riscontrato presenze del pericoloso metallo oltre i 10 microgrammi per litro, limite massimo consentito dal Decreto Legislativo 31 del 2001».
Oltreche ad Aprilia, la presenza di arsenico si è riscontrata in varie fonti e serbatoi di Anzio, Sezze, Cisterna di Latina e Sermoneta. Il fenomeno sarebbe già conosciuto da AcquaLatina.
La Società idrica aveva comunque assicurato che il problema era stato risolto miscelando le acque con arsenico ad acque senza questa sostanza, riportando i valori nella norma, in attesa di interventi della Regione Lazio.
Molto presto dunque, partirà, un campionamento per fare in modo che anche le acque di Anzio, Sezze, Cisterna di Latina e Sermoneta, verranno analizzate per conoscere la vera portata della denuncia effettuata.
L'associazione territoriale di Cittadinanzattiva di Aprilia, sul problema ha dichiarato: «L'arsenico oltre il limite di 10 microgrammi, riscontrata in più punti della rete idrica di Aprilia, dimostra la scarsa efficienza di controllo dell'attività di AcquaLatina e la inefficacia dei livelli standard di qualità dei servizi offerti. AcquaLatina è tenuta a realizzare un tempestivo piano d'intervento su quanto denunciato. Gli interventi dovranno avere due distinti obiettivi: nelle zone interessate dal superamento del limite di legge, la società deve garantire che gli stessi rientrino urgentemente nei parametri previsti; mentre, nelle altre zone, la società deve evitare che i limiti vengano superati».
06/05/2005