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Isola dei Famosi, è partito il massacro al reality scandalo

Inquietanti ombre sulla regolarità del gioco: sotto accusa l'influenza degli autori sulle nomination

Isola dei Famosi, è partito il massacro al reality scandalo

"Pomeriggio 5" e "Striscia la Notizia" sono alleati, Barbara D’Urso e Antonio Ricci vogliono squarciare il velo di finta onestà che avvolge questa edizione dell’Isola dei Famosi. E trovano una spalla in Selvaggia Lucarelli.

A "Pomeriggio 5", Barbara D’Urso parte dall’accusa di omofobia di Craig Warwick a Franco Terlizzi (le cui foto in compagnia del regista Roberto Cenci, di Stefano De Martino, delle sorelle Rodriguez e di Francesco Monte stanno facendo il giro del web): la Marcuzzi non ne ha parlato perché Craig Warwick si è sentito male e ha dovuto lasciare la trasmissione anzitempo. Così Barbarella manda in esclusiva i filmati di Warwick all’ospedale ottenendo di nuovo pubbliche scuse da Michael Terlizzi che non gli aveva creduto. Poi rivela che il video dei presunti insulti non si trova. C’è però quello dove Franco Terlizzi durante il promo per #sarannoisolani dice: “cosa dirò al mio partner? E che so’...” accompagnando la frase con il gesto della mano dietro l’orecchio. Si sentenzia: un messaggio antipatico, uno scherzo di cattivo gusto.

La D’Urso mostra le dichiarazioni rese ieri sera da Andrea Marchi (la cui fidanzata Ginevra partecipò al reality “Flight 616”, prodotto da Magnolia dichiarando di essere single quando stava già con il capo progetto dell’Isola) e la Pettinelli fa notare: “E’ l’isola dei misteri, non dei famosi. Prima hanno detto che il video del confessionale non c’era, ora è spuntato fuori, poi non si trovano quelli sul fumo in villa, adesso manca quello dove Franco dice gay , che schifo, quando succedono queste cose bisogna domandarsi cui prodest?”. Sempre la Pettinelli chiede alla D’Urso se l’audio ascoltato a Domenica Live fosse quello di Nadia Rinaldi mostrato ieri sera da Striscia la Notizia: “Ho letto le anticipazioni di Davide Maggio che è sempre un sito molto ben informato, ma non le commento”.

Morena Funari invece sottolinea: “Le testimonianze, come quelle di Chiara e Nadia pur senza filmati sono prove. In Tribunale se tutti dicono la stessa cosa un giudice ne tiene conto”, mentre Umberto Brindani, il direttore del settimanale Oggi che ha in copertina Eva Henger, scherza ma non troppo: “Devono ringraziare te e Striscia perché con questa storia avete rialzato gli ascolti dell’Isola”.

Nella querelle è intervenuta anche la direttrice di Rollingstone.it, Selvaggia Lucarelli. In un post sulla sua pagina Facebook ha spiegato “Perché l’Isola sta facendo incazzare il pubblico, Antonio Ricci ultimo eroe (e quando un reality l'ho fatto io)”. “Quest’anno l’Isola dei famosi è dedicata molto poco al gioco e tantissimo alle polemiche, con una bizzarra guerra fratricida all’interno di Canale 5 tra programmi, appunto, in onda sulla stessa rete. (Striscia la Notizia, Domenica Live, Isola dei Famosi). Insomma, una macello tutto sul canna-gate. Ora, a me di ristabilire la verità dei fatti non importa un’emerita cippa. Mi pare evidente che la Henger abbia detto la verità, che la faccenda abbia creato molti problemi perché Monte era il protagonista del reality e farlo uscire era un danno notevole per la produzione e gli ascolti. Quello che sta facendo incazzare la gente e che è più importante da un punto di vista televisivo, è la piega che i reality stanno prendendo (…). Le questioni irritanti sono diverse, alcune comprensibili e tollerabili, altre meno: la prima è che ci sono concorrenti più noti e utili agli ascolti e altri che non contano nulla. Non è una novità e non dico certo nulla di originale nel sottolineare che un Monte qualunque sia più utile di un’ Alessia Mancini (…) ma la gestione “favoritismi” è spesso gestita di merda dagli autori, con evidenti trattamenti di favore, clip montate ad arte per far sembrare alcuni eroi ed altri stronzi, regolamenti-pongo (…). La gestione del caso Monte ne è la prova. E somiglia spaventosamente al caso fratelli Rodriguez al Grande fratello vip, in cui le minacce di Jeremias e il famoso armadio di Cecilia, sono stati trattati con i guanti di velluto rispetto ad una De Lellis o un Predolin massacrati per molto meno. 

Ci sarebbero modi più puliti di “proteggere” i concorrenti, le produzioni invece giocano sempre sporco, prendono per il culo il pubblico e stanno trasformando i reality in un confronto tra la produzione e il pubblico da casa o Striscia, anziché tra concorrenti. Prima erano la Yespica e la Elia a tirarsi i capelli, oggi sono la Marcuzzi e twitter, Magnolia e Ricci (…). Poi c’è il fatto, meno raccontato ma ormai intuito da una buona fetta di utenti social, che alcuni autori piazzano amici, amiche e persone a cui poi regalano copertine perché oltre agli autori tv fanno pure i giornalisti di gossip e gli uffici stampa e chiaramente portano avanti un sistema viziato, scorretto e odioso per proteggere i loro favoriti. (…). Gli opinionisti, pure, sono spesso di parte, chiamati per difendere i loro preferiti (quelli di cui sono amici o quelli con cui hanno questione lavorative in ballo). Uno dei più criticati quest’anno è stato Signorini non a caso: se dirigi un giornale di gossip è evidente che avere buoni rapporti con Belen e famiglia sia più importante che averli con una De Lellis. Infine, c’è questa triste faccenda delle conduttrici inutili. Blasi e Marcuzzi sono brave e carine ma sono dei soldatini. Delle esecutrici. Non hanno una loro posizione e si guardano bene dal prenderla, seguono il gobbo invisibile dettato dagli autori, non incidono minimamente nel programma e nella discussione. Una Marcuzzi che sul canna gate dice solo “Vedetevela in tribunale, che noia!” o “Io non sono dalla parte di nessuno perché Eva e Monte non li conosco!” è la morte delle conduzioni cazzute alla Ventura (e i magheggi c’erano pure all’epoca eh) (…)  quello che gli autori non capiscono, è che i social hanno cambiato le regole del gioco. C’è un terzo protagonista, ormai, nei reality, e quel protagonista è il pubblico. Che fa da sentinella e le mosse furbette degli autori non la fa passare lisce. Organizza sommosse, chiede spiegazioni, salva filmati che spariscono, conosce ormai i nomi degli autori più scorretti e fa casino. È il pubblico grillino dei reality, quello che “Fino ad oggi avete fatto come vi pareva, ora la pacchia è finita!”. Con i pregi (il monitoraggio) e i difetti (il populismo) del caso.

Striscia, in questo senso, è la voce degli incazzati del web. E qui va detto che Antonio Ricci è l’ultimo eroe rimasto dentro Mediaset. (…) Ci fa sapere che la Panicucci è arrogante, che la Marcuzzi fa Biancaneve in onda ma conosce altre versioni dei fatti, che i concorrenti sono dei paraculi omertosi, che gli autori hanno i loro preferiti. Infine. Ho fatto un reality 12 anni fa. (La Fattoria, ci sono rimasta ben tre mesi) Hanno sempre chiesto in anticipo i nominati anche a me (…), qualcuno ha comprato il fumo anche nel mio hotel (e ho pensato che fosse un idiota perché anche in Marocco si finisce in galera ma nessuno lo riferì agli autori comunque), ho trovato ci fosse qualche tollerabile inciucio qua e là pure in quell’edizione. (…).

Esiste il montaggio nei reality e quando monti 30 secondi delle 24 ore della giornata di qualcuno, non sarà mai la verità, ma quei 30 secondi della giornata che vorranno raccontare gli autori. Utili allo show. Questo va ricordato a chi vede e a chi partecipa, a chi PRETENDE la verità da un gioco tv. Dicevo, qualche scorrettezza ci fu. Solo che all’epoca non c’erano i social (…). C’era Orlando Portento, l’unico eroe che ebbe il coraggio di sollevare qualche sospetto sulla correttezza delle regole. Questo sospetto, il mitologico Orlando Portento, lo ribattezzò “Triccheballacche”. Ecco, a distanza di 12 anni è ancora Triccheballacche. Con la differenza che i nostri autori erano più simpatici, non c’erano i social a fare da sentinella implacabile e Antonio Ricci stava più incazzato con Bonolis che con la D'Urso. Peccato”.

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