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Droga all'Isola dei Famosi, tutte le "bugie" della Marcuzzi

Tante le versioni sullo scandalo al reality

Droga all'Isola dei Famosi, Alessia Marcuzzi sbotta: "Ecco  tutta la verità"

Alessia Marcuzzi

L’autodifesa di Andrea Marchi e Alessia Marcuzzi sul “canna-gate” dell’Isola dei Famosi ha catalizzato l’attenzione di 4.501.000 spettatori pari al 23,08% di share confermando che la scelta della linea soft sulla vicenda era controproducente. Ieri sera Andrea Marchi, capo degli autori riguardo ai contenuti e ai meccanismi dei giochi, si è palesato per smentire Eva Henger. Niente di nuovo sul fronte occidentale, se non fosse che così facendo, sia lui sia la Marcuzzi, hanno aperto il fianco ad altre incongruenze. I conti non tornano (e non torneranno mai).
Andiamo per logica e non per tifoserie. Partiamo dall’assunto che Eva Henger si sia vendicata per la nomination. Lo ha detto lei stessa in confessionale: “Quando ho scoperto Francesco e BIP fumare canne, ho capito che ero diventata un pericolo, ma non pensavo che sarebbe arrivato a nominarmi. L’ho presa malissimo”. E ieri sera non ha smentito Andrea Marchi quando ha detto: “Né a me, né ad altri in villa ha mai parlato di marijuana”, ma ha risposto: “Nessuno voleva essere il primo a denunciare, poi c’è stato il confessionale di Craig sulle sostanze stupefacenti e ho pensato che stavate prendendo provvedimenti”. Quindi, anche la paladina Eva non voleva esporsi, preferiva che Monte fosse squalificato su “denuncia collettiva”. Poi gli eventi sono precipitati con la nomination inaspettata (un azzardo di Monte) e il confessionale di Eva incavolata come un toro.

E qui c’è la prima incongruenza: la Marcuzzi disse che né lei, né la produzione a Milano sapevano delle canne e che l’accusa veniva formulata per la prima volta in diretta televisiva. Falso. E’ stato Andrea Marchi a rivelare che la Henger diceva la verità: sapeva del confessionale e aveva tenuto la riunione giovedì 25 gennaio davanti agli altri 8 naufraghi. Subito dopo aveva informato le due produzioni sia in Honduras sia a Milano ed era stato inviato l’RVM del confessionale. Dunque, ieri sera è spuntato magicamente dal nulla il confessionale (di cui a Milano avevano negato l’esistenza: “da noi non è mai arrivato”, salvo poi dire “mica lo potevamo mandare in onda” come svelò la Henger a Striscia) e Andrea Marchi ha confermato: “Appena ne ho avuto notizia ho avvertito i produttori in Honduras e pure a Milano. Le decisioni sono state prese da altri responsabili, non da me”.

Nella seconda puntata la Marcuzzi disse: “Eva è un’affermazione grave, noi non ne sappiamo niente, nemmeno la produzione. Perché lo dici solo ora?”. Mente sapendo di mentire e la produzione l’aveva messa subito al corrente invitandola a “tenere una linea soft in considerazione delle leggi dell’Honduras” oppure era all’oscuro di tutto? Ieri sera,infatti, non è stata chiara nella tempistica: la linea soft era da tenere prima o dopo la denuncia pubblica? E se davvero, non sapeva niente, la Marcuzzi dovrebbe essere incavolata con i “responsabili” perché l’hanno mandata al massacro mediatico insieme a Eva. E perché il fattaccio doveva essere trattato in maniera “soft” nella trasmissione dove era avvenuto e in maniera “strong” in tutti gli altri programmi Mediaset?

Ieri sera Andrea Marchi ha inequivocabilmente ribadito la scelta censoria: “Ho inviato il filmato e si è deciso di procedere come ha detto Alessia” cioè mettendo tutto a tacere e lasciando la Henger a se stessa. Sempre la Marcuzzi sostiene: “Era l’accusa grave di una persona contro un’altra senza contraddittorio e la produzione ha pensato di mettere tutto in stand-by”. Esattamente che significa “stand-by”? Quando si riprendeva il discorso? A reality finito? E perché non avvisare Eva che la denuncia era stata recepita ma avevano bisogno di tempo per valutare? Se poi fanno vedere quello che pare a loro, allora non devono ricorrere al televoto.

Quando mandano in onda il confessionale della Henger bippano il secondo nome (fra l’altro già indicato da Chiara Nasti cioè Marco). Perché? Se erano solo sigarette o drum rollato, nessuno ha niente da temere in Honduras. Specie dopo quello che ha affermato Marchi: “Dico e ripeto che non abbiamo una sola immagine di Francesco che fuma, prepara o passa una canna”. E il confessionale in cui Craig Warwick parlerebbe di uso di sostanze illecite non viene nemmeno menzionato dal buon Marchi. Questo filmato non c’è o non salta fuori perché il sensitivo smentisce la Henger?

Dopo essersi perso in dettagli assolutamente irrilevanti (anche se sottolinea che Eva fumava sigarette come tutti), Andrea Marchi parte all’attacco: “Se Eva lo avesse detto subito necessariamente la produzione avrebbe fatto delle indagini, avrebbe fatto un’inchiesta per capire come erano andate le cose”. Cosa cambia tra subito e tre giorni dopo? Perché non potevano indagare dopo il confessionale di Eva e il colloquio davanti ad altri 8 naufraghi? Perché potevano farlo solo in villa e non anche all’arrivo sull’isola? I protagonisti erano tutti lì e pure la botola della villa con le cicche di presunta marijuana era ancora piena. Ma nessuno domanda.

Marchi dice di essere andato da Monte a chiedere se fosse vero l’uso di canne e quello ha negato qualsiasi addebito. Va bene, ma citando la Marcuzzi: “E' la parola di uno contro l’altro”, non è che quella di Monte valga di più, specie se gli altri naufraghi sono reticenti e non confermano, ma neppure smentiscono (Nino in diretta parlò di canne e Cecilia di altro, mentre la Cipriani annuiva). Come ha fatto presente Eva, perché non è stata messa a confronto con Monte? Marchi non ha risposto, mentre la Marcuzzi ha detto: “Che facevamo, ti prendevamo e ti portavamo su un’altra isola per il confronto?”. Eh, sì, diremmo proprio di sì. Mettevano la spiona su un barchino e facevano un onesto confronto all’americana, quello che finora manca.
La Henger tira fuori il suo cavallo di battaglia: “Perché Francesco non ha negato in diretta? Perché ha detto cosa c’entra quello che avveniva in villa? E ha detto ‘fai i nomi anche degli altri che hanno fumato’? Se qualcuno mi avesse accusato di una cosa così grave e falsa, io mi sarei arrabbiata”.

Vista l’impossibilità di darle torto, la Marcuzzi e Marchi la scherniscono: “Devi chiederlo a Monte, non a noi” sostiene la prima, mentre il secondo: “Se lo sapessi sarei un mago dai super poteri”. A nessuno dei due viene in mente di dire che, sì in effetti la frase sembra un’ammissione e che Monte doveva essere corretto nei confronti del programma e della produzione presentandosi in studio. Doveva fornire uno straccio di spiegazione del tipo: “Sono rimasto pietrificato, non ho capito bene, non ho sentito, pensavo che ti riferissi al fatto che era vietato fumare in casa, credevo che con ‘maria’ intendessi Queen Mary” e poi esercitare il suo irrinunciabile diritto ad adire le vie legali.

Ci prova Mara Venier: “Doveva venire, meglio una brutta verità che un programma imbarazzante come questo”. E ancora: perché, dopo la famigerata puntata, Andrea Marchi non è andato da Monte e gli ha detto: “A me, sull’isola hai negato ogni addebito e in Palapa invece sei stato ambiguo?”. Non gli passa nemmeno per l’anticamera del cervello. Né lui, né altri della doppia produzione ritengono che sia giunto il momento di andare a fondo, di essere cristallini e di trattare tutti i concorrenti allo stesso modo nel rispetto dello pseudo regolamento. Ci pensa Francesco Monte a ritirarsi, levando le castagne dal fuoco a tutti. Ritiro spontaneo o imposto? L’altra accusa che Eva rivolge ad Andrea Marchi riguarda il fatto di averla mandata in diretta ad accusare Monte facendo esplodere la bomba.  Il capo autore nega la circostanza: “Non è vero. Le ho detto ‘Stai facendo un’accusa grave, non è la sede giusta, ma non posso impedirti di dirlo altrimenti sarebbe censura però rispondi delle parole che dici’. Non ho mai detto ‘dillo in diretta o lunedì’”.

Dunque: i confessionali potevano essere censurati per motivi di opportunità e su scelta dei responsabili, ma quando Eva afferma di volerlo dire in diretta, è Marchi che decide? Cioè lui da solo risponde: “Non è la sede giusta, ma non posso censurarti?” Perché non replica ‘sento i superiori’? Perché non si è trovata una terza via che non ledesse l’immagine di Eva, Monte e del programma? E perché, in quella circostanza, non è stato mostrato il confessionale? Inoltre, secondo Cecilia Capriotti, Francesco Monte era stato avvertito e non aveva battuto ciglio. La Marcuzzi non sviscera neppure quest’argomento, non chiede delucidazioni alla Capriotti, si limita a un furioso: “Sono stanca di gente che qui dice una cosa e nelle altre trasmissioni dice altro”. Perché non fa nomi e cognomi dell’anarchia di Mediaset? Anche questo è un segreto di Stato? Il riferimento è a Rinaldi e Capriotti (che prova a difendersi), a Pomeriggio 5 e Striscia.
Il fondo si tocca quando Andrea Marchi, su input della Venier, dà la parola agli omertosi naufraghi presenti. Le risposte di Amaurys, Alessia Mancini, Jonathan e Marco strappano un sorriso, si va “dal non pronunciare invano il mio nome” a “Monte si è levato di torno, parliamo dell’Isola”. Quando la Henger chiede di sentire Francesca Cipriani e Nino Formicola, tutti fanno finta di non sentire. Non c’è più tempo. Sfortunate coincidenze.

La Marcuzzi è adirata perché poco prima Striscia le ha dato della bugiarda senza tanti fronzoli e ha rivelato due nuovi audio, uno di Chiara Nasti e uno di Nadia Rinaldi in merito alle nomination pilotate. Per lei, gli audio (che nemmeno un beota crede siano davvero rubati) non costituiscono prova. La Nasti si è ritirata ed è finita nell’oblio e invece doveva essere citata come testimonianza a favore della Henger. Sulle nomination pilotate, nessuna domanda ad Andrea Marchi lì presente. Ancora una volta, si è sprecata un’occasione d’oro per far chiarezza. Ha ragione la Marcuzzi quando dice che “la canna di Monte non interessa più a nessuno”, ora interessa la gestione elusiva e sempre ambivalente della vicenda. Senza contare che la Henger chiedeva la squalifica ai sensi del regolamento non la riabilitazione di Monte. Chi ha buon senso ha compreso la verità. Manca la pistola fumante.
 
 

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