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22/02/2012, 09:45
Nuove proteste per le copie bruciate: il personale barricato all'interno. Spari in strada: un morto e decine di feriti.
L'incredibile decisione presa da alcuni addetti della base aerea americana di Bagram (a nord di Kabul) di distruggere con il fuoco materiale religioso islamico, fra cui almeno quattro copie del Corano, ha suscitato veementi proteste in Afghanistan e costretto il generale John Allen, capo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), a chiedere «sentite scuse al nobile popolo afghano». L'episodio ha riportato alla memoria dell'opinione pubblica una serie di incidenti che negli ultimi tempi hanno creato imbarazzo e messo in cattiva luce la missione dell'Isaf, come i soldati ripresi ad orinare su cadaveri dei talebani, o gli altri colti quando si facevano "toccare" da bambini afghani. La gente, forse 2.000 persone, è spontaneamente scesa in strada all'ingresso della base quando alcuni dipendenti afghani che avevano svolto il turno notturno hanno riferito che militari stranieri in servizio avevano raccolto una gran quantità di materiale religioso, fra cui varie copie del Corano, e lo distruggevano tra le fiamme. La polizia ha faticato non poco, facendo anche uso di proiettili di gomma, a tenere a bada questi dimostranti che hanno lanciato bombe molotov e sassi con rudimentali fionde, gridando violenti slogan antiamericani e sciogliendosi soltanto qualche ora dopo. Un'altra manifestazione, meno numerosa ma ugualmente decisa, è subito stata convocata a Kabul, dove per un breve periodo qualche centinaio di partecipanti, hanno bloccato la trafficata statale che collega la capitale con Jalalabad, nell'est del paese al confine con il Pakistan. Qui uno di questi dipendenti della base, identificatosi come Mohammad Nabi di 45 anni, ha detto secondo l'agenzia di stampa Pajhwok che «due lavoratori afghani sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco quando hanno cercato di impedire la distruzione dei libri sacri».
Il capo dell'Isaf: sentite scuse Il presidente Hamid Karzai, che ieri aveva preparato la sorpresa di annunciare un invito ufficiale per i talebani a partecipare ad un «negoziato diretto» con il governo per far avanzare il processo di pace e riconciliazione, ha ordinato «una approfondita inchiesta» sull'accaduto. Da parte sua il generale Allen reagendo immediatamente ai fatti, ha preso carta e penna per tentare una spiegazione dell'accaduto e scusarsi per il dolore provocato. «Ho ordinato una inchiesta - ha assicurato - su informazioni ricevute la notte scorsa secondo cui personale Isaf della base di Bagram avrebbe fatto un uso improprio di un ingente materiale religioso islamico, fra cui copie del Corano». «Vi assicuro...ve lo garantisco - ha proseguito riuscendo a stento a nascondere un evidente imbarazzo - che ciò non è stato in alcun modo intenzionale. Non appena sono venuto a conoscenza di queste azioni sono intervenuto per fermarle. Ed il materiale recuperato sarà appropriatamente gestito dalle autorità religiose». Come secondo passo, il comandante dell'Isaf ha diramato una nuova direttiva a tutti i responsabili militari di area per un addestramento straordinario «entro il 3 marzo» della truppa sul modo come trattare in modo appropriato il materiale religioso.
Un morto e decine di feriti Almeno una persona è stata ucciso e altre 21 sono rimaste ferite nel corso di violente proteste contro gli Stati Uniti scoppiate in Afghanistan per il rogo di alcune copie del Corano avvenuto in una base americana. La vittima è caduta a Jalalabad, nell'est del Paese, per colpi di arma da fuoco. "Ho visto il corpo. E' un giovane che stava protestando insieme agli altri", ha spiegato un dottore, Ahmad Ali, aggiungendo che altre 10 persone sono state trasportate nell'ospedale cittadino con ferite d'arma da fuoco. Anche a Kabul vi sarebbero 11 feriti per spari durante una violenta protesta che ha costretto alla chiusura temporanea dell'ambasciata americana nella capitale.
L'ambasciata degli Stati Uniti a Kabul è stata chiusa a titolo precauzionale e il suo personale è barricato all'interno, per il riesplodere delle violente proteste contro la profanazione di alcune copie del Corano avvenuta ieri in una base Usa. Come riferisce la Bbc, centinaia di afghani manifestano anche oggi a Kabul e Jalalabad, scandendo slogan come «Morte all'America», dopo che ieri è emersa la notizia di alcuni soldati americani che hanno dato fuoco a materiale religioso, tra cui copie del Corano, nella base di Bagram. Nelle proteste nella capitale si sono sentiti colpi di arma da fuoco e ci sarebbero feriti.
22/02/2012