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    Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.

    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

21/02/2012, 05:30

Marò tre giorni in cella. Confermate le accuse

Pescatori uccisi. L'Olympic Flair attaccata da pirati aveva chiamato la Guardia costiera indiana. Nave greca coinvolta.

Enrica Lexie, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone davanti al posto di polizia di Kochi (India) Tre giorni agli arresti per i due marò italiani che hanno difeso la petroliera italiana. Il giudice di Kollam ha interrogato Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due fucilieri del San Marco, e ha confermato le accuse in base all'articolo 302 del codice penale indiano, ICP. L'accusa è pesante e i due militari italiani rischiano la pena di morte, in alternativa il carcere a vita. L'interrogatorio è durato quasi due ore davanti al giudice K.P. Joy che sta conducendo l'inchiesta. Le dichiarazioni che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone stanno rendendo sono tradotte da un sacerdote cattolico. Per ora i due marinai godono di un trattamento di «cortesia»: sono ristretti in una caserma. Fra tre giorni il magistrato deciderà il da farsi non è escluso che Massimiliano Latorre e Salvatore Girone possano anche finire in prigione. La difesa dei due marò italiani fermati per l'uccisione di due pescatori indiani presenterà oggi un ricorso per «eccezione di giurisdizione» all'Alta Corte del Kerala: i legali chiederanno che venga confermato che l'incidente è avvenuto in acque internazionali e non indiane. Del resto ci sono molte incongruenze nella tesi delle Autorità indiane come è emerso dalla testimonianza davanti al giudice Joy di altri testimoni, fra cui il proprietario del peschereccio indiano ed altri pescatori. La versione dei pescatori descrive che la sparatoria sarebbe avvenuta a 33 miglia dalla costa, mentre il pubblico ministero ha sostenuto che le miglia sarebbero solo 22,5. In entrambi i casi comunque si sarebbe oltre le 12 miglia delle acque territoriali, mentre il concetto di «acque contigue», secondo un «diritto ultraconsolidato» si applica unicamente in quattro casi - sanità, droga, immigrazione e contrabbando -, ma non per il reato di omicidio. Ed emergono altri fatti che alimentano sospetti sull'atteggiamento delle Autorità di Kerala. La Guardia costiera indiana, l'Autorità portuale di Kochi e l'MRCC Mumbai erano stati allertati e informati di un attacco di pirati subìto da una petroliera greca: l'Olympic Flair. Ma quando è stato chiesto agli indiani se avevano avuto informazioni di attacchi di pirati avvenuti dalle loro parti - in India - hanno assolutamente negato e detto che mai in India si erano verificati attacchi di pirati cosa falsa perché quella stessa sera loro avevano avuto un'informazione proprio di un attacco di pirati. Circostanza confermata dalla denuncia fatta nell'immediatezza dall'Olympic Flair all'International Maritime Bureau e alla camera di commercio di Atene oltre ovviamente all'armatore. La «tanker» greca era partita dal porto di Jebel negli Emirati arabi il 10 febbraio ed era giunta nel porto di Kochi il 16 da dove è ripartita il 18 febbraio alle 16.30. L'allarme lanciato dall'Olympic Flair avrebbe fatto scattare un'operazione anti pirateria della Guardia costiera indiana. Qualche ora dopo l'arrivo in porto a Kochi del peschereccio con i due pescatori morti. Ingannevole anche il messaggio inviato dalle Autorità marittime indiane al comandante delle «Enrica Lexie», Umberto Vitelli. «Fate rotta verso il porto di Kochi per identificare i pirati catturati», questo il messaggio che ha indotto il master della petroliera italiana a tornare indietro con le conseguenze che sappiamo. Non solo: se i giudici indiani sono così convinti della colpevolezza dei marò italiani perché continuano a negare l'autopsia delle due vittime così da scoprire il calibro delle armi che li hanno uccisi? L'episodio ha però scatenato un forte risentimento anti italiano. Varie organizzazioni ittiche del Kerala hanno proposto di mettere in atto una protesta, a cominciare da oggi, per chiedere l'arresto immediato anche del capitano della petroliera italiana, «Enrica Lexie». Come prima protesta contro quello che viene definito «un atto vile», i pescatori promettono manifestazioni a Kollam e a Kochi. Una manifestazione è stata inscenata davanti alla residenza del giudice che indaga sulla vicenda da esponenti dello Youth Congress e del principale partito della destra, il partito nazionalista indù Bharathya Janata Party (BJP). Aspetti che aumentano la pressione sul Governo centrale indiano dal quale trapela irritazione per la vicenda. Da parte italiana, dopo il comunicato di domenica sera dello Stato Maggiore della Marina, ieri è intervenuta la Farnesina che sottolineato la piena disponibilità dell'Italia a collaborare alle indagini fino al punto di inviare una missione di alti funzionari in loco. A incendiare gli animi anche il ministro della pesca dello Stato di Kerala. «L'attacco al peschereccio è un crimine imperdonabile - ha detto Gs Vasan - Le nostre coste non sono infestate dai pirati. I colpevoli vanno puniti non possono essere in alcun modo perdonati». Preoccupato anche il presidente Giorgio Napolitano che, a proposito della vicenda della vicenda dei due marò della petroliera italiana Enrica Lexie accusati dell'omicidio di due pescatori indiani al largo delle coste del Kerala, ha detto «la situazione è ingarbugliatissima»..

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Maurizio Piccirilli

21/02/2012

  • 04/03/2012 18:16
    rimandiamo a casa tutti gli indiani allora!!!
  • 22/02/2012 00:00
    Non mollate ragazzi l'Italia non conta un gran che, ma con l'aiuto di una vecchio e potente alleato riuscira' a tirarvi fuori,a presto
  • 21/02/2012 21:08
    fuori gli indiani dall'italia blocchiamo gli import dall'india niente farmaci generici prodotti in india fanculo agli indiani
  • 21/02/2012 17:32
    altro che disinformazione giornalistica c'è vera e propria malafede dell'INdia che non consente indagine necroscopica e agisce senza nessuna prova. L'ultimo dei commenti letti è farneticante in punto di fatto e di diritto. In campo internazionale bisogna avere "le palle" e l'Italia non le ha!
  • 21/02/2012 17:24
    ma a nessuno è mai venuto in mente che "i pirati" possano essere sostenuti dagli stessi paesi nei cui pressi gironzano? E che l'uccisione dei c.d. pescatori (forse provocata da looro stessi) è solo una scusa per appropriarsi del mezzo navale con il suo carico?
  • 21/02/2012 17:02
    ma sapete leggere ??? **** Ingannevole anche il messaggio inviato dalle Autorità marittime indiane al comandante delle «Enrica Lexie», Umberto Vitelli. «Fate rotta verso il porto di Kochi per identificare i pirati catturati» **** La nave Italiana si è diretta verso il porto perchè in buona fede, altrimenti non l'avrebbe mai fatto... --- per chi parla di diritti e leggi (commento delle 13.23) consiglio di riprendere i libri, se mai li ha riposti, e ripassare bene la lezione, prima di dire baggianate... FACCIAMO TORNARE A CASA I NOSTRI RAGAZZI
  • 21/02/2012 13:23
    Ecco un esempio di come la cattiva informazione giornalistica possa condizionare l'opinione pubblica, facendo apparire - contrariamente al vero - che l'Italia ha ragione e l'India ha torto. Con buona pace del prof. Ronzitti: 1) i fatti penalmente rilevanti non si sono svolti in alto mare su di una nave italiana (apertura del fuoco), ma su di una nave indiana (morte dei marittimi);... 2) vi e' la piena giurisdizione dell'India, anche poiche' la nave mercantile, subito dopo i fatti, comunque, e' entrata in acque indiane, diventando cosi' territorio mobile indiano. 3) i militari imbarcati su di una nave mercantile non godono di NESSUNA IMMUNITA', se non nell'ambito di un preventivo accordo con il Paese estero ospitante; 4) la LEGGE ITALIANA che ha previsto questo tipo di operazioni e' una c....a, in quanto tali operazioni di Polizia Internazionale DEVONO essere affidate necessariamente a Navi Militari.
  • 21/02/2012 11:50
    domanda: 1- perchè la nave è enrata in porto e non è rimasta in acque internazionali dopo il fatto; 2 - perchè si è consentito a forze straniere di accedere sulla nave in terrirorio italiano e a trarre in arresto i due militari italiani; 3 - Il comandante dei militari che cosa ha fatto per impedirlo e così il comandante della nave?
  • 21/02/2012 10:41
    Governo tecnico o politico che sia, il Sig Ministro degli esteri alzi le chiappe e voli in India per urlare il fatto che l'Italia esiste e non può essere trattata in questo modo. Nel frattempo arrestiamo qualche ambasciatore o console indiano che si trovi in Italia.
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