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20/02/2012, 19:33

Rai, clausola anti-gravidanze per consulenti

La denuncia dei giornalisti precari: l'azienda può risolvere il contratto se la lavoratrice rimane incinta. La replica: mai successo.

Viale Mazzini "Porre fine al proliferare di contratti 'ultraleggeri', sostituirli con scritture più serie, realisticamente rispondenti alle mansioni del lavoratore. E stralciare dal testo la penosa 'clausola gravidanza', contenuta al punto 10 del contratto di consulenza". Sono queste le richieste del coordinamento dei giornalisti precari di Roma, Errori di stampa, che ha scritto una lettera aperta al direttore generale della Rai, Lorenza Lei.


GRAVIDANZA E PRODUTTIVITÀ La denuncia di Errori di Stampa riguarda una clausola in alcuni contratti di collaborazione con partita Iva secondo cui "se una donna rimane incinta la Rai potrà valutare l'incidenza della gravidanza sulla produttività della lavoratrice e, se questa ne risultasse compromessa, si riserva sostanzialmente di risolvere il contratto. Noi riteniamo - conclude la missiva - che quella clausola sia retrograda e illegale". Nello stampato riprodotto nel blog si legge che nei casi in cui "malattia, infortunio, gravidanza, causa di forza maggiore od altre casue di impedimento [...] impedissero, a nostro parere, il regolare e continuativo adempimento delle obbligazioni convenute nella presente, quest'ultima potrà essere da noi risoluta di diritto, senza alcun compenso o indennizzo".  Il coordinamento inoltre ricorda che "più della metà dei 1600 precari Rai sono giornalisti, sebbene sia impossibile conoscerne il numero esatto. La firma (della Lei, ndr) sull'accordo sindacale che stabilizza i bacini A e B di precari interni, è un segnale in sé positivo e rivoluzionario rispetto al passato. Ma - proseguono - crediamo che per parlare davvero di miglioramento nel servizio pubblico nazionale qualcosa in più debba essere fatto".


RAI: MAI INTERRUZIONI UNILATERALI La Rai ha replicato chirendo che l'azienda non prevede nessun licenziamento o risoluzione anticipata del rapporto di lavoro di natura subordinata, anche di tipo a termine, avente per causale lo stato di gravidanza della dipendente o collaboratrice. "La Rai conferma - dice un comunicato - di essersi sempre scrupolosamente attenuta al rispetto delle norme a tutela della maternità. Non esiste quindi alcuna clausola che possa consentire la risoluzione anticipata dei rapporti lavorativi del personale con contratto, anche a termine, di natura subordinata". Quanto ai contratti di lavoro autonomo - "ai quali come noto non si applica lo Statuto dei Lavoratori né le relative tutele" - l'azienda di viale Mazzini precisa di "non essersi mai sognata di interrompere unilateralmente contratti di collaborazione a causa di maternità, a meno che questo non sia stato richiesto dalle collaboratrici interessate per ragioni attinenti allo stato di salute o alla loro sfera personale". Peraltro, "ogni qualvolta si sia determinata l'esigenza di interrompere i contratti - si ripete, su richiesta delle collaboratrici - la Rai si è sempre adoperata per assicurare loro futuri impegni professionali al venir meno della ragione impeditiva pur senza aver alcun obbligo di legge al riguardo". 


CAMUSSO: CONTRATTO ILLEGITTIMO "Un contratto assolutamente illegittimo perché considera causa di risoluzione del rapporto di lavoro la malattia, l'infortunio e la gravidanza", è il commento del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "E' del tutto evidente - prosegue - che norme di questo tipo sono non solo in contrasto con la legislazione vigente, ma non riservano il rispetto dovuto alle lavoratrici e ai lavoratori. Tutto ciò, inoltre, conferma come la Rai, insieme purtroppo a tante altre imprese italiane, faccia abuso di contratti atipici e di finti lavoratori autonomi". Per questo "oltre a rivendicare la necessità che la Rai metta immediatamente fine a questa pratica ne approfittiamo per rammentare l'urgenza del ripristino della legge contro le dimissioni in bianco. Fatti come questi sono la palese dimostrazione di come non andrebbero mai cancellate le norme che tutelano i lavoratori contro le discriminazioni", conclude Camusso.



MURA: ACCUSE GRAVISSIME "Si tratta di una vera e propria clausola contro la gravidanza - dichiara in una nota Silvana Mura, deputata dell'Idv - inserita nei contratti sottoposti ai giornalisti collaboratori esterni a partita Iva, dove al punto 10 si afferma che in caso di malattia, infortunio, gravidanza ecc, che impedisca a parere dell'azienda l'adempimento delle obbligazione convenute, il contratto potrà essere sciolto senza alcun indennizzo per la lavoratrice". "Una clausola -aggiunge Mura- a dir poco scioccante che di fatto colpisce e nega il diritto alla maternità. Qualche giorno fa si è molto e forse troppo discusso di farfalline, e addirittura il Ministro Fornero ha dichiarato di sentirsi offesa in alcuni casi dal trattamento riservato alla donna in Tv. Personalmente ritengo che sul punto sollevato dal blog ci sia molta materia per offendersi in quanto donna e in quanto ministro del lavoro. A tal proposito - conclude - mi auguro che la ministra Fornero vorrà far sentire quanto prima la sua voce, come sarebbe opportuna una pronta risposta pubblica del Dg Lei alla gravissima accusa rivolta alla Rai".


VITA: LA LEI SMENTISCA "Non può essere. Smentisca la direttrice generale della Rai l'esistenza di una clausola illegale che sarebbe apposta nei contratti con le donne, volta a risolvere il rapporto di lavoro in caso di gravidanza",  chiede il senatore del Pd Vincenzo Vita. "Nell'anno di grazia 2012 non possiamo neppure immaginare - continua - che la denuncia fatta da Errori di stampa non trovi immediata replica da parte del vertice del servizio pubblico. Ne chiederemo conto anche negli organi di vigilanza competenti, ma vogliamo augurarci che qualche parola di rassicurazione venga detta anche nelle prossime ore".


 

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20/02/2012

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