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19/02/2012, 20:53

Scontro Italia-India sui pescatori uccisi
Due militari sotto custodia a Kochi

Fermati i marò del "San Marco" Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. La Farnesina: "Atto unilaterale". I fucilieri hanno ribadito di essersi limitati a sparare dei colpi d'avvertomento. Nuova Delhi li vuole arrestate per omicidio. Braccio di ferro diplomatico sulla giurisdizione. Monti informato della "grave situazione".

I militari del San Marco fermati in India Massimiliano Latorre (con la mimetica) e Salvatore Girone (dietro con la barba) Il caso della Enrica Lexie provoca ormai alta tensione fra Italia e India. Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani che le autorità indiane ritengono coinvolti nella morte di due pescatori locali il 15 febbraio scorso al largo della costa di Kerala, nel sud del paese, sono in custodia della polizia di Kollam che ha proceduto ad ascoltare la loro versione dei fatti riguardante l'attacco pirata alla petroliera e l'uso fatto delle armi di ordinanza. Al momento, i due militari italiani, si trovano in stato di fermo, non in un carcere, ma - anche grazie al console italiano a Mumbai, Giampaolo Cutillo - nel circolo ufficiali della polizia di Kochi. Secondo  il sito del quotidiano indiano The Times of India i due sarebbero invece stati arrestati in base all'articolo 302 del codice penale indiano, che regola i casi di omicidio.


BRACCIO DI FERRO SULLA GIURISDIZIONE A quanto riferisce la Farnesina, la riunione tra la delegazione italiana e i funzionari indiani sulla gestione della vicenda della Enrica Lexie "non ha permesso di raggiungere una posizione condivisa". Il governo di Roma ritiene sia competente la magistratura italiana, essendo i fatti avvenuti in acque internazionali su una nave battente bandiera italiana. Da parte italiana si è inoltre sottolineato che la presenza di militari a bordo di navi mercantili è regolata da una specifica legge italiana che risponde anche alle esigenze delle risoluzioni delle Nazioni Unite in materia di lotta alla pirateria. E' stato ricordato in questo contesto che i militari sono organi dello Stato italiano e che pertanto devono godere dell'immunità dalla giurisdizione rispetto agli Stati stranieri. La Farnesina parla di "atti unilaterali che sono in corso da parte delle autorità di polizia", anche se il Console Generale d'Italia a Mumbai, in contatto con l'Unità di Crisi della Farnesina e in collegamento con gli esperti dei tre ministeri, è presente a tutte le attività poste in essere dalle forze dell'ordine locali.
 

SITUAZIONE PRECCUPANTE A Kochi "la situazione è grave", tanto che anche il premier Mario Monti ne viene costantemente informato. Di "situazione non tranquillizzante" ha parlato anche il ministro della Giustizia, Paola Severino, che ha ribadito la posizione italiana in merito alla "giurisdizione italiana" sull'accaduto. Il governo centrale di Manmohan Singh sembra comunque disponibile a ragionare, visto che la delegazione di esperti italiani è stata accolta, stamani a New Delhi, a poche ore dalla richiesta avanzata ieri sera da Terzi al collega S.M. Krishna. La delegazione resterà nei prossimi giorni nella capitale indiana "per essere pronta ad eventuali cambiamenti di posizione", ha spiegato ancora la fonte. Così come resta confermata al momento anche la visita di Terzi in India prevista per il 28. Potrebbero però essere le questioni interne, in particolare i rapporti tra New Delhi e l'amministrazione del Kerala, e la pressione dei media locali a ostacolare una rapida soluzione della crisi. Già ieri il chief minister dello Stato meridionale aveva sottolineato al ministro degli Esteri come, a livello locale, la vicenda avesse provocato "un forte movimento di opinione pubblica e l'agitazione per la perdita di due vite innocenti".
 

IL FASCICOLO ROMANO Anche la Procura di Roma sta seguendo passo dopo passo il caso. Gli inquirenti attendono una soluzione della vicenda, affidata in queste ore alla diplomazia, prima di procedere. Nei giorni scorsi il pubblico ministero Francesco Scavo ha aperto un fascicolo per tentato abbordaggio da parte di pirati.

 

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19/02/2012

  • 20/02/2012 03:03
    Leggo: "Nei giorni scorsi il pubblico ministero Francesco Scavo ha aperto un fascicolo per tentato abbordaggio da parte di pirati." Chissà come si sono impressionati i pirati nell'apprendere di questa durissima iniziativa nei loro confronti! Il governo indiano, invece di essere così solerte nell'arrestare i militari italiani che difendevano una nave dall'abbordaggio, sarebbe meglio che fosse solerte nel combattere la pirateria! ivanox c/o trillodelgrillo
  • 19/02/2012 23:25
    La mia amara considerazione: forse abbiamo mandato gli Spaccarotella anche in mare che hanno mostrato di condividere il metafisico pensiero di quel vigile pistolero di Milano che ha candidamente confessato di non aver voluto sparare in aria (centrando bensì alla schiena un povero cileno) per tema della ricaduta a terra dell’ogiva. Dopo aver negato di aver sparato e ucciso dei pescatori, essersi inventati una concomitanza con altro presunto episodio di pirateria che sarebbe avvenuto poco distante, aver accampato altre scuse circa orari, posizioni geografiche, etc. alla fine gli Spaccarotella del mare hanno ammesso tutto alle autorità indiane e ora resta solo la controversia sulla esatta localizzazione dell’incidente: entro o oltre il limite delle acque territoriali indiane e ciò al fine di stabilire la giurisdizione. Non si può fare così...Raoul Pontalti
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