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19/02/2012, 05:30
DI LUIGI SALOMONE No, per favore no. Toglieteci tutto ma non la farfallina di Belen. Cara ministro ci faccia il piacere, si occupi di lavoro.
No, per favore no. Toglieteci tutto ma non la farfallina di Belen oppure la sfilata in bikini delle nostre miss. Cara ministro Fornero ci faccia il piacere, nonostante l'appoggio della figlia di Bersani, si occupi di lavoro, magari ci tolga anche l'articolo 18, ci licenzi tutti, ma non crei ulteriori problemi al maschio italiano già avvilito da tanti guai. Insomma, eviti di lanciarsi in crociate come quella cominciata dopo lo spacco inguinale della bella argentina durante Sanremo. Dire che «le donne in tv sono avvilite» e che «con certi programmi è meglio spegnere la tv» e come affermare che il Colosseo è un capolavoro: lo sanno tutti. Ma è forse meglio vedersi l'ennesimo plastico di Vespa oppure la sfilata di politici parrucconi che riempiono i palinsesti delle nostre televisioni? Totò, direbbe «ma mi faccia il piacere». Appunto, ci faccia il piacere di occuparsi d'altro visto le sue dichiarazioni, per carità rispettabilissime come tutte le opinioni, che hanno portato alla riforma epocale del concorso di Miss Italia. Leggere le parole di Patrizia Mirigliani, figlia dello storico organizzatore del concorso, annunciare che le nostre bellezze non sfileranno più in bikini ma con un abbigliamento castigato, mi ha fatto tornare lo spread a 500 punti. Dopo dure battaglie per riconquistare la taglia 44 e poter vedere finalmente qualche scollatura procace oppure quell'accenno di cellulite che sostanzialmente a noi piace perché sa di vero, adesso ci manca questa trovata per toglierci una delle ultime cose belle della vita. La farfallina di Belen, ad esempio, perché è straordinario andare ai Musei Vaticani ma sostanzialmente si può anche vedere la Canalis e pensare al Colonnato del Bernini con un pizzico di fantasia. La realtà adesso è questa per tutti noi: prima una dura giornata di lavoro, chi ha la fortuna di non essere disoccupato, poi il ritorno a casa con la moglie impomatata di qualche cremina dall'odore nauseabondo che ti rivolge la parola solo quando è strettamente necessario. Come per chiederti «hai pagato le bollette», «domani devi accompagnare a scuola tua figlia», «ricordati che sabato andiamo da mia mamma a pranzo (no, la suocera no)». Finalmente raggiungi la tivvù e conquisti il telecomando esprimendo il tuo massimo potere all'interno della famiglia, non prima di aver cambiato le batterie al Nintendo, e ti gusti un bel telegiornale rassicurante. Passi in un nanosecondo da Supermario Bros a Supermario Monti che ti piazza l'Imu di traverso e ti fa l'ennesimo prelievo forzoso. E poi bund, inflazione, benzina a 1,8 euro al litro per non parlare di Schettino che ha affondato una nave dicendo «vabbuò». A quel punto stremati, distrutti, abbiamo la necessità di vedere due cosce, l'alternativa sarebbe il ricovero in una clinica per malati di mente oppure il suicido. E che sarà mai? La coscia lunga e affusolata delle gemelle Kessler ha dato lo sprint decisivo al miracolo italiano, di questo ne sono certi i nostri padri. Una bella donna da guardare non ha mai fatto male a nessuno, né ha sminuito il suo ruolo fondamentale. Adesso invece che si dovrebbe fare? Tornare indietro ai tempi in cui si aspettava il catalogo di Postal Market per poter ammirare una ragazza in costume? Ma torniamo alla giornata dell'italiano medio. Ci volete togliere pure il gusto di rispondere alla domanda delle nostre mogli davanti alla tivvù tipo «che squallida questa Belen, sta sempre più nuda!». A quel punto o scegli l'ennesimo scontro dialettico e ti immergi in una discussione che non sai dove ti possa portare, oppure ti rifugi in corner e bofonchi: «Beh, in effetti è una vergogna». Pochi secondi e messaggi al tuo migliore amico: «Ammazza che lato B, che voto gli dai?». E sogghigni sommessamente. Dopo c'è solo il sonno e magari per qualcuno, proprio grazie alle bellezze appena ammirate, anche un aiuto a risolvere il problema della modesta natalità. Per dirla tutta, basta con queste ipocrisie, lasciateci almeno la libertà di ammirare una bella donna mezza nuda.
Luigi Salomone
19/02/2012